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Foto Ansa  EPA/DIETHER ENDLICHER

Foto Ansa EPA/DIETHER ENDLICHER

Dopo la Brexit Londra vieterà l'esportazione di animali vivi, primo Paese in Europa

Il divieto riguarderà Inghilterra e Galles ed entrerà in vigore alla fine del 2021. Esultano gli animalisti: "Non c'è nessuna giustificazione per questi viaggi che creano sofferenza"

Continua la svolta “animalista” del Regno Unito per il post Brexit. Dopo il divieto di vendita delle pellicce il governo di Boris Johnson ha annunciato anche che dalla fine del prossimo anno saranno vietate le esportazioni di animali vivi da Inghilterra e Galles verso altri Paesi, una pratica molto comune e che però è denunciata dagli animalisti come crudele perché esporrebbe le bestie a grosse sofferenze viste le condizioni di trasporto.

Svolta grazie alla Brexit

“Gli animali vivi di solito devono sopportare viaggi eccessivamente lunghi durante le esportazioni, causando angoscia e lesioni. In precedenza, le norme dell'Ue impedivano qualsiasi modifica a questi viaggi, ma lasciare l'Ue ha permesso al governo britannico di perseguire questi piani ", ha spiegato il Dipartimento per l'ambiente, l'alimentazione e gli affari rurali (Defra). Secondo i dati del dipartimento nel 2018 sono stati inviati in Europa per la macellazione 6.400 animali, la gran parte sono partiti dal porto di Ramsgate nel Kent. Nel 2012 un'autorità locale della regione del sud dell'Inghilterra provò a vietare le esportazioni dopo che fu trovato un camion pieno di pecore zoppe, che si erano ferite durante il viaggio e che dovettero essere abbattute. Ma l'Alta Corte annullato il divieto affermando che si trattava di una violazione delle regole di libero scambio dell'Ue. Queste regole però dal prossimo anno non si applicheranno più sull'isola che sarà quindi libera di decidere le sue politiche sugli animali liberamente.

Esultano gli animalisti

Il Segretario di Stato all'Ambiente, George Eustice, ha rivendicato che il governo ha "trovato il giusto equilibrio" con il suo piano, dicendo che "eliminerà il commercio di cui la maggior parte delle persone è preoccupata - principalmente l'esportazione di agnelli da macello nell'Europa continentale - ma consentirà ancora agli esemplari destinati alla riproduzione, che sono di alto valore di essere scambiati, in quanto di solito vengono trasportati da soli e in condizioni molto buone". "Non c'è assolutamente alcuna giustificazione ragionevole per sottoporre un animale a un viaggio all'estero inutilmente stressante semplicemente per essere mandato all'ingrasso e poi alla macellazione. La fine delle esportazioni di animali vivi per la macellazione è un risultato fondamentale per il benessere degli animali", ha esultato Chris Sherwood, il direttore della Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals.

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