Un altro insetto cinese potrebbe aiutare a sconfiggere le cimici asiatiche

Una introduzione sperimentale, al momento in condizioni di quarantena, è stata autorizzato dal ministro dell'Agricoltura Centinaio

Se l'uomo non può battere la cimice asiatica che sta invadendo le campagne e le città italiane del nord Italia, creando ingenti danni all'agricoltura, forse un altro insetto potrà farlo. Per questo il ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (Mipaaft) ha autorizzato il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea) ad introdurre in condizione di quarantena e per sole motivi di studio un insetto antagonista della cimice, il Samurai Wasp, specie proveniente dalla Cina, ritenuto più efficace a contrastare il parassita. Lo ha detto il ministro politiche agricole Gian Marco Centinaio, in un question time al Senato sulla proliferazione incontrollata della cimice asiatica ai danni delle colture del Nord Est. Ma prima, ha sottolineato il ministro, "è necessario risolvere le problematiche legate al divieto di introduzione in natura di specie non autoctone".

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Il Crea - ha aggiunto Centinaio - è stato anche autorizzato a proseguire le ricerche su tutti gli antagonisti naturali della cimice presenti sul territorio italiano. La cimice marmorata è originaria dell'Asia orientale ed è stata rilevata per la prima volta in Europa nel 2004. L'insetto, che arreca danno a frutteti e colture erbacee ha dimostrato un'elevata capacita di adattamento nel Mediterraneo e in Europa. Nell'ambito di misure di contrasto al parassita, ha osservato il ministro, risulta fondamentale l'attività di monitoraggio mirata nelle singole aziende agricole e sulle diverse colture, ma è bene ricordare che il successo non è assicurato dall'esclusivo utilizzo di trattamenti chimici vista l'elevata mobilità della specie che può riposizionarsi su differenti colture. Quindi, "in seno al comitato fitosanitario nazionale sono state individuate azioni prioritari volte a contrastare i danni il parassita che si sostanziano in azioni di monitoraggio e divulgazione a cura dei servizi fitosanitari delle regioni interessate".

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