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La cimice asiatica

La cimice asiatica

Buone notizie per la frutta italiana: la vespa samurai sta uccidendo la cimice asiatica

L'insetto, introdotto in alcune aziende in via sperimentale, sta debellando il patogeno che ha colpito in particolare i comparti ortofrutticoli di Veneto ed Emilia Romagna. Se i test finali saranno positivi, gli agricoltori potranno evitare il ricorso ai pesticidi

Un insetto potrebbe ucciderne un altro, evitando il ricorso a pesticidi e salvando un pezzo importante della produzione di frutta italiana. Stando ai primi risultati della sperimentazione in corso, l'introduzione di vespe samurai nel nostro ecosistema funziona: le vespe si moltiplicano e divorano interi nidi di cimice asiatica, il 'flagello' dell'ortofrutta made in Italy, in particolare in Veneto ed Emilia Romagna.

A darne notizia è stata Confagricoltura, che sta seguendo da vicino i test nell'azienda dell’agricoltore Renato Santi, a Cittadella (Padova). Si tratta della prima azienda che ha ottenuto l'ok del governo a a sperimentare le vespe samurai. I tecnici dei servizi fitosanitari della Regione Veneto, insieme ai ricercatori del dipartimento Dafnae dell’Università di Padova, hanno infatti rilasciato nella sua azienda un centinaio di esemplari dell’insetto (100 femmine e 10 maschi, per l’esattezza), che a quanto risulta è il miglior antagonista della cimice asiatica.

Soddisfatto Renato Santi, che conduce con i familiari un’azienda agricola che detiene due ettari di kiwi biologici, oltre a una stalla con vacche da carne: “Sono venuti i tecnici dell’Università, che ogni 20 giorni monitorano l’andamento della sperimentazione - racconta - e hanno visto che le uova sono bucherellate. Le vespe hanno mangiato interi nidi e questo significa che la popolazione della cimice asiatica già l’anno prossimo dovrebbe cominciare ad essere ridotta. Chiaramente ci vorranno un paio d’anni perché si vedano risultati consistenti, però siamo soddisfatti perché vediamo che l’antagonista sta facendo il lavoro atteso".

Sicuramente, prosegue Santi, "aiuta il fatto che il mio frutteto sia biologico, perché le vespe trovano l’habitat ideale per vivere e moltiplicarsi. Io mi auguro che il progetto funzioni perché negli ultimi quattro anni la cimice ci ha invasi e la produzione è stata ridotta mediamente del 50 per cento. Non abbiamo mai usato antiparassitari, perché noi facciamo frutta biologica. Servono a poco anche le reti, perché le cimici depongono le uova sopra e, quando nascono i piccoli, si infilano dentro. Noi però teniamo duro sul biologico, perché crediamo che sia giusto tutelare la nostra terra e dare un futuro ai giovani”, conclude.

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