Giovedì, 21 Ottobre 2021
Ambiente&Clima

Con i nostri consumi alimentari siamo responsabili ognuno dell'abbattimento di quattro alberi l'anno

Lo afferma uno studio pubblicato su Nature Ecology and Evolution che ha messo in relazione le deforestazioni in vari Paesi del mondo con il loro commercio di caffè, cioccolato, carne e altri prodotti di allevamento e agricoltura

Ogni anno noi occidentali con i nostri consumi siamo responsabili della perdita di quattro alberi a testa nel pianeta. Per soddisfare i nostri bisogni di caffè, cioccolato, carne di manzo, olio di palma e altri prodotti vengono abbattute piante nelle foreste tropicali ricche di fauna selvatica. Lo afferma una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Ecology and Evolution, che ha combinato dati ad alta risoluzione sulla perdita di foreste e sui suoi fattori determinanti con un database globale delle relazioni commerciali internazionali tra 15mila settori industriali dal 2001 al 2015. Ciò ha consentito ai ricercatori di quantificare l'impronta di deforestazione di ogni paese in base al consumo della sua popolazione.

La distruzione delle foreste è una delle cause principali sia della crisi climatica che del precipitare delle popolazioni di fauna selvatica, poiché gli ecosistemi naturali vengono rasi al suolo per l'agricoltura. Come sottolinea il Guardian lo studio è il primo a collegare completamente le mappe ad alta risoluzione della deforestazione globale all'ampia gamma di prodotti importati da ogni paese del mondo. La ricerca mette a nudo i legami diretti tra i consumatori e la perdita di foreste in tutto il pianeta. Secondo lo studio il consumo di cioccolato nel Regno Unito e in Germania è un importante motore della deforestazione in Costa d'Avorio e Ghana, hanno scoperto gli scienziati, mentre la domanda di carne di manzo e soia negli Stati Uniti, nell'Unione europea e in Cina provoca la distruzione delle foreste in Brasile. I bevitori di caffè negli Stati Uniti, in Germania e in Italia sono una causa significativa di deforestazione nel Vietnam centrale.

"Nonostante il crescente riconoscimento della gravità della deforestazione nei paesi in via di sviluppo, le impronte di deforestazione nelle nazioni ricche sono rimaste sostanzialmente invariate dal 2000", sottolinea lo studio che appunto quantifica in quattro alberi la perdita media all'anno per ogni cittadino negli Stati del G7. Gli Usa sono al di sopra della media con cinque alberi persi pro capite mentre in cinque Paesi del G7 - Regno Unito, Giappone, Germania, Francia e Italia - oltre il 90 per cento della loro impronta di deforestazione era in nazioni straniere e la metà di questa era in nazioni tropicali.

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