Greenpeace all'Ue: elimini la Pac, serve nuovo sistema che protegga da future pandemie

Secondo gli ambientalisti la Politica agricola comune, in fase di revisione, deve essere ripensata dalle fondamenta e non puntare su pratiche che mettono in pericolo l'ambiente causando così l'insorgere di malattie come il coronavirus

Il mondo dopo la pandemia di coronavirus non sarà più lo stesso e gli Stati di tutto il mondo hanno bisogno di dotarsi di nuovi strumenti per evitare pandemie future, e per farlo devono avere una maggiore attenzione nei confronti della natura.

La lettera

Per assicurare questo obiettivo, secondo Greenpeace, l'Unione europea dovrebbe mettere in soffitta l'attuale Pac, la Politica agricola comune, con cui regola il settore agroalimentare europeo e che è in fase di revisione, e sostituirla con uno strumento nuovo di zecca che sia più amico del pianeta. Bisogna "costruire un sistema alimentare e agricolo che salvi i piccoli agricoltori e ci protegga dalle future pandemie", ha scritto la sezione Ue della celebre Ong ambientalista in una lettera alla Commissione europea.

Critiche alla Pac

Per gli ambientalisti, fino ad ora, la Pac “non è riuscita a far fronte a molte di queste sfide, dalla perdita di biodiversità alle emissioni di gas a effetto serra, dalle diete non salutari alle condizioni inique che molti agricoltori europei devono affrontare”, inoltre questa politica “sostiene in maniera massiccia l'allevamento industriale di animali e la produzione di mangimi, che ha un ruolo ben noto nell'emergere e nella diffusione di infezioni virali simili a Covid-19, attraverso la distruzione dell'ecosistema che provoca in tutto il mondo e attraverso le pratiche agricole stesse”.

Salvaguardare la natura

"La Pac ora promuove un sistema alimentare che danneggia i piccoli agricoltori, distrugge la natura e ci mette a rischio di ulteriori pandemie per risorgere dalle ceneri della crisi del coronavirus, dobbiamo sostenere gli agricoltori nella produzione di alimenti sani, rispettando la natura e smettendo di finanziare i maggiori proprietari terrieri dell'Ue", ha dichiarato Marco Contiero di Greenpeace.

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