Lunedì, 20 Settembre 2021
Ambiente&Clima

Danneggiano l'agricoltura: verranno uccisi 3.234 cervi, anche femmine e cuccioli

La decisione della Provincia di Belluno: “L’obiettivo dell’abbattimento è il riequilibrio i danni che provocano questi ungulati sono pesanti, anche per la biodiversità”

Foto archivio Ansa EPA/MARTIN DIVISEK

Le popolazioni di cervi del Veneto stanno prosperando ma questa, che sembra un'ottima notizia per la natura, a quanto pare è una brutta notizia per gli agricoltori, che hanno denunciato ingenti danni alle coltivazioni causate da questi animali.

Il via libera all'abbattimento

Per questo la Provincia di Belluno ha preso una decisione che sta facendo discutere e ha dato il via libera all'abbattimento di 3.234 cervi anticipando l'apertura della stagione di caccia a dopo Ferragosto, aumentando le quote di abbattimenti possibili e addirittura includendo la possibilità di uccidere le femmine e anche i cuccioli. Per capire la grandezza del numero basti pensare che si tratta di circa un terzo della popolazione di cervi censita sul territorio provinciale, ad esclusione del parco delle Dolomiti Bellunesi. La decisione è stata presa in base ai danni che quest'anno, complice l'emergenza Covid-19, gli ungulati hanno causato all'agricoltura. A guardare alla vicina provincia veneta è però anche l'Alto Adige dove un'analoga richiesta è stata avanzata dalla locale unione contadini, il Bauerbund, che ha chiesto di raddoppiare il numero di ungulati da abbattere, attualmente 3.500.

Riequilibrio

“L’obiettivo dell’abbattimento è il riequilibrio” perché “I danni che provocano questi ungulati sono pesanti per agricoltura e biodiversità senza dimenticare i pericoli per chi viaggia sulle nostre strade” ha spiegato il consigliere provinciale di Belluno, con delega a caccia e pesca Franco De Bon. Lo scopo del provvedimento è quello di ridurre la densità considerata eccessivamente elevata di questi animali a cui vanno a sommarsi anche caprioli, mufloni e camosci. “Le stime dello scorso anno ci dicono che avevamo all’incirca 40mila capi in provincia, escluso il territorio del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi: 10.400 cervi, 13.600 caprioli, 2.400 mufloni, 7.250 camosci, a cui dobbiamo aggiungere un numero imprecisato di cinghiali, in fortissima crescita”, ha ricordatoDe Bon . Nel 2019 sono stati prelevati 2.673 cervi più del 90% dei capi consentiti dal piano di abbattimento. Per il 2020, si arriva a 3.234 capi. Lo scorso anno erano stati stimati circa 40mila capi.

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