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Martedì, 18 Gennaio 2022
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In Francia scatta il divieto di castrare maiali

La carne dei suini integri sarebbe troppo magra. L'alternativa è ricorrere all'anestesia, ma bisogna stabilire chi pagherà i costi aggiuntivi

Niente più castrazione viva dei piccoli suini in Francia. Il divieto è entrato in vigore dal primo gennaio di quest'anno, col plauso degli allevatori, che traggono una serie di vantaggi economici e tecnici da questa misura. La norma è stata adottata nell'ambito di una legislazione più attenta al benessere animale. La possibilità della castrazione continua ad esistere, ma solo a determinate condizioni, oltre a quelle legate a finalità terapeutiche o diagnostiche. L'industria della macellazione, da parte sua, preferisce lavorare maiali evirati. Per gli allevatori, sul tavolo ci sono tre opzioni: smettere di castrare, farlo con la gestione del dolore, praticare l'immuno-castrazione.

Al momento, la prima opzione risulta la più vantaggiosa. "Un maschio castrato sotto anestesia rappresenta un costo di produzione supplementare di 10 euro rispetto a un maschio intero; 8 euro sono imputabili a un rendimento tecnico inferiore, a cui bisogna aggiungere 2 euro per l'anestesia", afferma Jean-Jacques Riou, che è stato presidente dell'associazione per il benessere dei suini, scioltasi alla fine del 2021, all'alba dell'entrata in vigore della legge.

L'industria della macellazione, dal canto suo, preferisce lavorare maiali castrati. Ragion per cui ha deciso di penalizzare le carcasse dei suini maschi integri, attribuendo loro 23 centesimi in meno al chilo. Alla radice, ci sono le scelte dei distributori che, sperimentando la carne di maiali non castrati, si sono lamentati che fosse troppo magra, secondo quanto comunicato da Paul Rouche, direttore di Culture Viande, l'organizzazione francese delle imprese della carne. Il prodotto insomma non soddisferebbe la domanda.

L'alternativa sarebbe quella della castrazione sotto anestesia, ma il sindacato degli allevatori propone che siano i macelli a questo punto a pagarne il costo: 2 centesimi in più al chilo. La Federazione Nazionale dei Suini ne chiede invece 13. Le trattative sono in corso, ma “la sfida è evitare di creare distorsioni tra produttori di maschi integri e di quelli castrati", ha affermato Michel Bloc'h, presidente dell'Unione dei produttori di carne in Bretagna. Al momento, i maiali interi rappresentano circa il 25% degli animali maschi macellati in Francia, principalmente prodotti dal gruppo Cooperl. Il 75% della lavorazione di carne suina è realizzato dalla Federazione francese degli industriali, macellai e ristoratori (Fict), che mette in guardia gli allevatori. Produrre troppi maiali non castrati potrebbe indurre industrie, artigiani e salumerie ad importare suini castrati dall'estero.

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