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Giovedì, 7 Luglio 2022
Ambiente&Clima

Pac, le associazioni contro gli eco-schemi del governo: "Nessun risultato ambientale concreto"

Criticata la ripartizione dei fondi che l'esecutivo dovrebbe proporre entro fine dicembre: "Impegni vaghi e troppi soldi per settore zootecnico"

Il 41% degli eco-schemi previsti per la Politica agricola comune (Pac), che dovrebbero servire a sostenere misure ambientali in agricoltura, non sarebbe allineato agli obiettivi dell'Unione europea. Questa la valutazione che emerge da un report elaborato da alcune delle principali associazioni ambientaliste europee, tra cui il Wwf, BirdLife e lo European Environmental Bureau (EEB). La nuova Pac è stata approvata di recente dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Adesso ciascuno Stato ha tempo fino al 31 dicembre per presentare gli eco-schemi, ovvero i piani di indirizzo per l'agricoltura in Europa. Concepiti per salvaguardare clima, ambiente e benessere animale, questi modelli saranno interamente finanziati dall’Ue nell’ambito del primo pilastro e assumeranno la forma di pagamenti annuali, destinati agli agricoltori che volontariamente decideranno di aderire a uno o più eco-schemi.

Aspettative tradite

Il report delle associazioni denuncia aspettative tradite e operazioni che si preannunciano inefficaci. In base alle stime, solo il 19% degli eco-schemi proposti ha una probabilità di raggiungere gli obiettivi ambientali dichiarati, il 40% per essere efficaci richiederebbero miglioramenti profondi, mentre il 41% è completamente non allineato alle finalità di tutela ambientale e contrasto dei cambiamenti climatici. Quegli eco-schemi che potrebbero produrre risultati concreti positivi sarebbero invece sotto-finanziati. Il rischio principale è che vengano preferiti impegni meno esigenti, nonché quelli più interessanti per gli agricoltori dal punto di vista finanziario. Nei prossimi 5 anni, infatti, l'Unione europea spenderà bel 48,5 miliardi di euro in finanziamenti comunitari nel settore agricolo.

Il quadro in Italia

Numerose critiche piovane anche sull'Italia. Alla parte di report che concerne il nostro Paese hanno contribuito numerose organizzazioni riunitesi nella coalizione #CambiamoAgricoltura, cui aderiscono tra le altre Legambiente, Federbio, Slow Food e la Rete dei Semi Rurali. La prima valutazione boccia i sette eco-schemi proposti dal Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, guidato da Stefano Patuanelli. Secondo la coalizione, pur avendo “titoli” condivisibili, si tratta in realtà di contenitori vuoti. Gli impegni risulterebbero ancora molto vaghi e totalmente privi di indicazioni sulle risorse assegnate nell’ambito del 25% del budget che l’Italia intende attribuire agli eco-schemi. Nel complesso, l'importo da spendere sarebbe di poco inferiore al miliardo di euro (907.132.289), da utilizzare tra il 2023 e il 2027.

Le richieste

Secondo le organizzazioni agro-ambietaliste, il governo dovrebbe garantire almeno il 30% delle risorse del primo pilastro per gli eco-schemi. In particolare, preoccupa la richiesta delle principali associazioni agricole di destinare almeno il 70% dei fondi al solo settore zootecnico, per compensare le risorse venute meno con la nuova Pac. L’obiettivo degli eco-schemi è di premiare le aziende che gestiscono le loro pratiche agricole in modo rispettoso della natura e del clima, incentivando soluzioni mirate sulla tutela dell’ambiente e sul benessere animale. L’adesione agli eco-schemi è però volontaria per gli agricoltori. Si rende quindi necessario che i pagamenti collegati agli impegni siano adeguati e congrui per stimolare la loro partecipazione. Dal report, emerge invece che le pratiche sostenibili che gli eco-schemi dovrebbero finanziarie resterebbero marginali e prive di fondi, al punto che la coalizione definisce l'operazione una vera e propria ”eco-truffa”.

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