Giovedì, 23 Settembre 2021
Ambiente&Clima

L'Efsa propone nuovi modi per valutare i rischi per le api in Europa

Il direttore esecutivo dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare: "Si tratta di un rapporto importante per tutti coloro che vogliono preservare i nostri ricchi ecosistemi"

L'Autorità europea per la sicurezza alimentare creerà un sistema per individuare gli stress ambientali, chimici e biologici che mettono a rischio le popolazioni di api europee. L'Efsa propone un nuovo approccio alla valutazione dei rischi ambientali (Vra) per le api da miele, per contribuire a invertire la diminuzione di insetti impollinatori in Europa. Il nuovo parere scientifico, richiesto dalla commissione per l'Ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare (Envi) del Parlamento europeo, mette a disposizione un quadro integrato e olistico per valutare gli effetti congiunti dei molteplici fattori di stress sulle api da miele, quadro noto come Must-B.

Questo parere scientifico propone un approccio sistemico che combina la modellazione e i sistemi di monitoraggio finalizzati alla Vra da fattori molteplici di stress come pesticidi e altre sostanze chimiche ambientali, parassiti e malattie, come pure fattori quali la disponibilità di cibo, il clima e le pratiche di gestione dell'apicoltura. Bernhard Url, direttore esecutivo dell'Efsa, spiega: "Si tratta di un rapporto importante per tutti coloro che vogliono preservare i ricchi ecosistemi europei, al centro dei quali si trovano non solo le api ma tutti i nostri insetti impollinatori. Definisce una chiara visione per trasformare il modo in cui valutiamo i rischi ambientali per gli impollinatori nell'Ue”. Il rapporto definisce punta a trasformare il modo in cui valutiamo i rischi ambientali per gli impollinatori nell'Ue grazi a un modello che si basa su un simulatore di colonia di api, chiamato ApisRam, che valuta singoli pesticidi o più pesticidi nella loro interazione con altri elementi e fattori di stress.

ApisRam è ancora in fase di sviluppo ma sarà pronto per l'impiego nella valutazione del rischio connesso ai pesticidi nei prossimi due o tre anni. La speranza è che ApisRam renda possibile valutare gli effetti dell'esposizione a miscele chimiche più complesse andando oltre l'approccio di valutazione singola coltura/singolo pesticida, in modo da rispecchiare la complessità dell'ambiente in cui vivono le api. Sarà anche possibile valutare gli effetti cronici, subletali e a livello di colonia di più sostanze chimiche sulla base della guida Efsa alla valutazione del rischio da miscele chimiche. Il modello sarà alimentato in futuro dalla raccolta di dati in tempo reale da alveari sentinella dotati di sensori. Inizialmente utilizzerà i dati raccolti da progetti di raccolta sul campo finanziati dall'Efsa in Danimarca e Portogallo - che rappresentano, rispettivamente, le zone climatiche dell'Europa settentrionale e meridionale - disponibili più in avanti quest'anno.

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