Biologico, 213 esperti chiedono la modifica del disegno di legge

Ricercatori e agronomi affermano che aumenterebbe la dipendenza dall'estero

Il disegno di legge sull'Agricoltura biologica che sta iniziare il suo iter nella Commissione Agricoltura al Senato e che pone il bio al centro del sistema agro-alimentare italiano, deve essere modificato “profondamente nell'impianto e nei contenuti". A chiederlo sono 213 fra ricercatori agronomi, tecnici ed esperti di scienze agrarie in una lettera accompagnata da un documento di analisi, indirizzata a tutti i senatori membri della commissione Agricoltura. Ricordando come i 13 milioni di ettari di superficie agricola utile coltivati in Italia producano solo il 70% del fabbisogno nazionale e non sono quindi sufficienti per l'autosufficienza alimentare, gli esperti rilevano che l'attuale formulazione del ddl aumenterebbe la dipendenza dall'estero. Critici, gli autori della lettera anche relativamente all'impatto ambientale del biologico e alla percezione che il biologico "non inquini".

Questa affermazione, rilevano, non tiene conto del fatto che "per ottenere le stesse quantità di raccolto occorre coltivare più terre e quindi si emettono più gas serra e si inquinano di più le falde con i nitrati". Non viene inoltre affrontato, prosegue il documento, "il nodo dei controlli delle produzioni biologiche, attualmente lacunoso se non poco affidabile a causa del rapporto anomalo esistente tra valutatori e produttori, che vede il controllore pagato dal controllato". Per quanto riguarda le sementi, gli esperti rilevano che il disegno di legge "mette drammaticamente a repentaglio la razionalità della legislazione sementiera nazionale, contravvenendo alle necessità per gli agricoltori di veder rispettati i requisiti di purezza, germinabilità ed energia germinativa del seme che sono adottati in qualunque paese ad Agricoltura evoluta".

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Nel documento si rileva infine come "chi fa biologico in Italia riceve già oggi sussidi per ettaro analoghi a quelli ricevuti dagli altri agricoltori e a ciò vengono aggiunti ulteriori sussidi specifici previsti per il biologico e ulteriori facilitazioni non monetarie".

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