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Foto archivio Ansa  EPA/NIC BOTHMA

Foto archivio Ansa EPA/NIC BOTHMA

Gli europei vogliono che la presenza di tutti i tipi di Ogm negli alimenti sia segnalata da un’etichetta

Secondo un sondaggio i cittadini credono che la cosa più importante sia innanzitutto la trasparenza, anche per i prodotti creati grazie alle nuove tecniche del genoma editing

Gli europei vorrebbero più trasparenza su quello che ogni giorno arriva sulle loro tavole. Secondo un rapporto, commissionato dal gruppo dei Verdi al Parlamento Ue, la maggioranza dei consumatori vorrebbe etichette obbligatorie su tutti i prodotti alimentari che avvertano in maniera chiara se questi contengono Ogm. Il report, realizzato dall'organizzazione di sondaggi Ipsos, ha intervistato migliaia di consumatori in tutti i 27 Stati membri tra febbraio e marzo di quest'anno nel tentativo di misurare la loro comprensione e il loro atteggiamento nei confronti degli alimenti geneticamente modificati.

Lo studio

Lo studio includeva sia organismi geneticamente modificati (Ogm) "convenzionali", che comportano il trasferimento genetico tra specie diverse, nonché colture create col genoma editing (Ge), la tecnologia di nuova generazione in cui in cui si modificano solo parti del Dna di una specie senza inserire quelle di un'altra, e che da molti è ritenuta priva di rischi per l'uomo. Il rapporto ha rilevato che l'86% delle persone intervistate desidera che gli alimenti contenenti Ogm siano etichettati, mentre il 68% vorrebbe che anche le nuove tecniche genomiche venissero sottoposte a etichettatura. Allo stato attuale, la legislazione dell'Ue stabilisce che i prodotti Ogm devono essere chiaramente etichettati. Nel caso di alimenti o mangimi preconfezionati, l'elenco degli ingredienti deve indicare "geneticamente modificato" o "prodotto da (nome dell'organismo)”, mentre i prodotti non confezionati richiedono un avviso. Ma, come spiega Euractiv, i prodotti di animali nutriti con colture Ogm sono esenti dall'etichettatura.

Le controversie

Il rapporto arriva nel mezzo di un acceso dibattito sul futuro della tecnologia del genoma editing dopo che una sentenza della Corte di giustizia europea del 2018 ha stabilito che, in linea di principio, rientrano sotto la direttiva Ogm dell'Ue. Tuttavia, il risultato di questa sentenza è stato da allora fortemente contestato, con gli operatori del settore che spingono per la revisione della decisione in modo da differenziare gli Ogm tradizionali da quelli nati grazie al genoma editing. Ciò includerebbe le regole di etichettatura, cosa che, secondo i Verdi/Ale, priverebbe i consumatori del loro diritto di sapere come viene prodotto il loro cibo e non lascerebbe loro "alcuna possibilità di evitare gli alimenti Ogm".

L'appello dei Verdi

Martin Häusling, portavoce della politica agricola per il gruppo ha affermato che la Commissione "deve rispettare la volontà dei consumatori e garantire che le norme esistenti vengano applicate e che bisogna etichettare anche i prodotti di animali che sono stati nutriti con Ogm". "Chiediamo che le stesse regole per l'autorizzazione e l'etichettatura si applichino a tutti i tipi di organismi geneticamente modificati", ha detto, sottolineando che la protezione del consumatore significa "libertà di scelta e trasparenza”.

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