Sabato, 25 Settembre 2021
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Addio foie gras, Londra vuole vietarne il commercio: troppa crudeltà per produrlo

Il Regno Unito ne aveva già vietato la produzione che avviene tramite alimentazione forzata di oche e anatre, ma ora grazie alla Brexit pensa di bloccare anche l'importazione. Esultano gli animalisti: "Basta con questa tortura in scatola"

Il foie gras potrebbe presto sparire dalle tavole britanniche. Il Regno Unito è intenzionato a vietare l'importazione di questa specialità francese, ritenuta per anni segno di grande ricercatezza culinaria e amata dai ristoranti più esclusivi, in quanto la sua produzione comporta una buona dose di sofferenza animale.

Come riporta il Times il governo sta elaborando una legislazione per impedire che il cibo venga importato in qualsiasi forma, utilizzando le nuove libertà concesse dalla Brexit. “L'esecutivo ha chiarito che la produzione di foie gras da anatre o oche mediante l'alimentazione forzata solleva seri problemi di benessere e la pratica è giustamente vietata nel Regno Unito. Il governo sta valutando gli ulteriori passi che potrebbe intraprendere in relazione al foie gras", ha detto una portavoce del Dipartimento per l'ambiente, l'alimentazione e gli affari rurali.

La produzione di questo alimento, che prevede l'alimentazione forzata di anatre e oche fino a quando il loro fegato non supera le dimensioni normali di molte volte, è stata vietata sull'isola nel 2006, grazie a una legislazione sul benessere degli animali. Ma ora è ancora possibile per negozi e ristoranti importare il prodotto, che aveva diritto di libera circolazione grazie al mercato unico. Attualmente, la Gran Bretagna importa dalle 180 alle 200 tonnellate di foie gras all'anno. Il mercato globale del prodotto vale più di 930 milioni di sterline, con la Francia che consuma la maggior parte della produzione, ovvero circa 18.000 tonnellate all'anno.

"Se solo quattro parole potessero essere usate per descrivere la produzione di foie gras, potrebbero essere 'grottesca', 'crudele', 'disgustosa' e 'inaccettabile'", ha detto Elisa Allen, direttrice di People for the Ethical Treatment of Animals, nell'accogliere con favore la notizia. “Una volta che le persone imparano che significa spingere dei tubi nelle gole di anatre e oche e pompare enormi quantità di grano nello stomaco, spesso causando degli strappi nel loro collo sensibile e talvolta rompendo i loro organi interni, si ribellerebbero. Il divieto di produrre questa 'tortura in scatola' è già in vigore nel Regno Unito e il passo logico successivo è tenerlo completamente fuori dal Paese", ha aggiunto.

Con la Brexit il Paese ha già vietato anche l'importazione di pellicce, la cui produzione pure sull'isola era proibita dal 2003.

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