Lunedì, 20 Settembre 2021
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Basta gabbie in allevamento, svolta animalista dell'Unione europea

La Commissione ha ufficialmente accettato la richiesta della petizione popolare e si è impegnata a presentare una direttiva entro il 2023

Foto archivio Ansa EPA/ROLEX DELA PENA

Le gabbie negli allevamenti europei potrebbero diventare presto un ricordo. La Commissione europea ha annunciato che presenterà entro il 2023 una direttiva in questo senso, e si tratta di una vittoria dei cittadini europei, in quanto il provvedimento fa propria la richiesta della petizione 'End the Cage Age' che era stata sostenuta da oltre 1,4 milioni di firme in tutta Europa.

"Come dimostra il successo di questa iniziativa, il contributo dei cittadini può fare davvero la differenza, portando a proposte legislative concrete da parte della Commissione. Abbiamo ascoltato e risponderemo alle preoccupazioni di milioni di persone sulle condizioni di vita degli animali da allevamento”, ha dichiarato V?ra Jourová, vicepresidente per i Valori e la trasparenza dell'esecutivo comunitario. La proposta dell'Ice (Iniziativa dei cittadini europei, questo il nome della procedura per le petizioni) era stata sostenuta anche da una mozione non legislativa del Parlamento europeo, e presto diventerà una proposta di direttiva a tutti gli effetti. Il provvedimento riguarderà in particolare: galline ovaiole, scrofe e vitelli ma anche conigli, pollastre, galline ovaiole riproduttrici, polli da carne riproduttori, quaglie, anatre e oche. Per questi animali la Commissione ha già chiesto all'Efsa, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, di integrare i dati scientifici esistenti per determinare le condizioni necessarie per vietare le gabbie.

Per Eleonora Evi, eurodeputata di Europa Verde e presidente del gruppo di lavoro del Parlamento europeo per un allevamento libero dalle gabbie, si tratta di “un risultato storico, che rappresenta una pietra miliare nella lotta per il riconoscimento dei diritti degli animali e per l’abolizione di pratiche aberranti di allevamento intensivo, che causano la sofferenza di centinaia di milioni di animali”. “Rimarremo vigili fino a quando non realizzeranno questa ambizione e impediremo che interessi acquisiti la annacquano. L'allevamento industriale è la principale causa di crudeltà verso le creature senzienti del pianeta. Porre fine all'uso delle gabbie è un passo enorme verso la fine degli allevamenti intensivi", ha commentato Olga Kikou, responsabile dell'Ue presso Compassion in World Farming, tra i promotori dell'Ice.

Nel quadro della strategia "Dal produttore al consumatore" la Commissione si è già impegnata a proporre una revisione della legislazione in materia di benessere degli animali anche per quanto riguarda il trasporto e l'allevamento e tale normativa è attualmente oggetto di un vaglio di adeguatezza, che dovrà essere completato entro l'estate del 2022. Parallelamente all'iniziativa in campo legislativo e per agevolare una transizione equilibrata ed economicamente sostenibile verso un allevamento senza gabbie, la Commissione esaminerà misure di sostegno specifiche e fornirà incentivi per aiutare gli agricoltori a dotarsi di strutture più rispettose degli animali in linea con i nuovi standard. Gli Stati membri potranno inoltre avvalersi del Fondo per una transizione giusta e del dispositivo per la ripresa e la resilienza allo scopo di sostenere gli agricoltori nella transizione verso sistemi senza gabbie.

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