Greenpeace: la Pac sostiene gli allevamenti intensivi che distruggono il pianeta

Oltre il 63% delle terre coltivabili utilizzato per produrre mangime per gli animali. Gli ambientalisti: “Dobbiamo ridurre il consumo di carne per evitare il disastro ambientale”

Gli allevamenti intensivi hanno un fortissimo impatto sul pianeta e la Politica agricola comune dell'Unione europea, invece di sostenere le piccole aziende sta elargendo miliardi soprattutto a quelle grandi, con conseguenze gravi per l'ambiente. È la denuncia contenuta nell'ultimo rapporto di Greenpeace "Soldi pubblici 'in pasto' agli allevamenti intensivi", in cui si sottolinea che i sussidi della Pac invece di incentivare un'agricoltura più ecologica stanno spingendo in una direzione pericolosa.

63% delle coltivazioni per i mangimi

Secondo i dati Eurostat il 72% dei prodotti europei di origine animale proviene dalle maggiori aziende agricole europee, mentre il numero totale di allevamenti è diminuito di 2,9 milioni, quasi un terzo, tra il 2005 e il 2013. Almeno il 70% della superficie agricola dell'Ue (coltivazioni, seminativi, prati per foraggio e pascoli) è destinata all'alimentazione del bestiame. Escludendo dal calcolo i pascoli, oltre il 63% delle terre coltivabili viene utilizzato per produrre mangime per gli animali invece che cibo per le persone. I ricercatori incaricati da Greenpeace hanno calcolato che in Europa 125 milioni di ettari di terra sono utilizzati per produrre mangimi o per il pascolo.

Circa 30 miliardi l'anno agli allevamenti

Tenendo conto dei pagamenti della Politica agricola comune (Pac) basati sulle dimensioni delle aziende nonché dei sussidi che sostengono direttamente la produzione di bestiame, Greenpeace ha stimato che annualmente tra i 28 e i 32 miliardi di euro di pagamenti diretti vanno al settore dell'allevamento, rappresentando circa il 18-20% del bilancio totale dell'Unione. Questo nonostante gli appelli degli scienziati a ridurre drasticamente la produzione di carne per evitare disastrose conseguenze per l'ambiente, la salute e il clima.

Ridurre il consumo di carne per evitare il disastro

"Gli scienziati ci avvertono che dobbiamo ridurre il consumo di carne per evitare il disastro ambientale, è una follia dare tutti questi soldi all'agricoltura industriale”, ha denunciato Il direttore della politica agricola di Greenpeace Ue, Marco Contiero. A suo avviso l'Europa “ha la responsabilità di utilizzare la Pac per aiutare gli agricoltori a passare all'agricoltura ecologica, allevando meno animali ma migliori, proteggendo il nostro ambiente, il clima e la salute”. “Mentre le piccole fattorie stanno scomparendo a ritmi allarmanti, il denaro pubblico incoraggia le maggiori fattorie a ingrandirsi, e questo deve smettere di accadere”, ha concluso.

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Il disboscamento

Sono sempre di più gli studi che parlano del danno arrecato al clima, all'ambiente e alla salute pubblica attraverso la produzione e il consumo di carne e prodotti lattiero-caseari, i quali richiedono grossi campi per la produzione del mangime che sono tra le principali cause del disboscamento mondiale. A gennaio, un nuovo rapporto di The Lancet ha raccomandato di ridurre il consumo di carne rossa in Europa del 77%.

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