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Il 35 per cento della produzione globale di cibo dipende dagli impollinatori

L'iniziativa del Wwf #DoEatBetter accende i riflettori sulle nostre tavole: è lì che inizia il cambiamento per il proprio benessere e per quello del Pianeta

Senza insetti e uccelli impollinatori le nostre tavole sarebbero vuote. L'impollinazione è uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla natura per l'alimentazione umana e per l'economia. Delle circa 1.400 piante che nel mondo producono cibo e prodotti dell'industria, quasi l'80 per cento richiede l'impollinazione, non solo da parte di api mellifere o solitarie, ma anche da vespe, farfalle, falene, coleotteri, uccelli, pipistrelli e non solo.

Da questi animali dipende il 35 per cento della produzione agricola mondiale, con un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e 22 miliardi di euro in Europa. In Italia, il servizio ecosistemico d'impollinazione contribuisce direttamente a circa il 12% del valore della produzione agricola di mele, pere e pesche. La nostra stessa dieta e sicurezza alimentare dipendono dunque dagli insetti impollinatori, senza i quali dovremmo fare a meno di molta frutta e verdura. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il Wwf parla dell'importanza di tutelare gli impollinatori, attraverso la sua iniziativa #DoEatBetter, che accende i riflettori sulle nostre tavole: è proprio lì che inizia il cambiamento e ogni consumatore può scegliere per il proprio benessere e per quello del Pianeta.

"L'intensificazione delle produzioni, con l'utilizzo elevato di pesticidi, e l'abbandono delle pratiche agricole tradizionali nelle aree rurali marginali sono i due principali fattori responsabili della perdita di habitat e specie selvatiche. Determinati insetticidi hanno infatti un effetto negativo diretto sulla salute degli impollinatori, colpendo sia singoli individui sia intere colonie", spiega il Wwf. "Un possibile rimedio all'uso indiscriminato dei pesticidi più pericolosi per gli impollinatori potrebbe essere l'introduzione di una tassa sui pesticidi, che incoraggerebbe gli agricoltori ad adottare metodi biologici o cambiare i prodotti fitosanitari in uso preferendo quelli naturali meno dannosi per l'ambiente e gli impollinatori, come ha già fatto la Danimarca dalla seconda metà degli anni '90", afferma Franco Ferroni, responsabile agricoltura del Wwf Italia. Per questo a scuo avviso il Parlamento italiano "deve approvare rapidamente la nuova Legge nazionale sull'agricoltura biologica ed approvare una riforma delle aliquote Iva eliminando le agevolazioni oggi previste per i pesticidi, da introdurre invece per tutti i prodotti biologici certificati. Dovranno inoltre essere fissati obiettivi vincolanti di riduzione dei pesticidi nel Piano di Azione nazionale coerenti con le Strategie Ue 'Farm to Fork' e 'Biodiversità 2030' (riduzione del 50% dei pesticidi entro il 2030) e l'obbligo del divieto d'uso di pesticidi nocivi per la biodiversità all'interno delle aree naturali protette e siti Natura 2000".

AdnKronos

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