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Sabato, 23 Settembre 2023
Fertilizzanti dannosi

Acque inquinate da fonti agricole: Bruxelles rimprovera (ancora) l'Italia

Inviato un parere motivato per non aver pienamente rispettato la direttiva Nitrati. In due mesi il governo dovrà adottare provvedimenti per tutelare le risorse idriche, soprattutto nelle aree sensibili

Rimprovero per l'Italia in materia di tutela dell'ambiente da parte di Bruxelles. La Commissione europea ha deciso di inviare un parere motivato al governo di Roma perché "non ha pienamente rispettato la direttiva Nitrati", invitandola a "proteggere meglio le sue acque dall'inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole". La direttiva mira a proteggere le acque superficiali e sotterranee dall'inquinamento di origine agricola.

In base alla normativa del 1991 gli Stati membri sono tenuti a controllare le loro risorse idriche e a individuare quelle che sono inquinate da nitrati di origine agricola o quelle che potrebbero esserlo, nonché quelle interessate da eutrofizzazione. Questo fenomeno si produce quando nell'ecosistema acquatico sono presenti dosi troppo elevate di sostanze nutritive come azoto, fosforo o zolfo, che possono provenire da fonti naturali o antropiche.

In particolare può essere determinato da fertilizzanti, alcuni tipi di detersivi, le acque reflue di origine domestica o industriale. Come conseguenza si ha un degrado dell'ambiente che diviene asfittico. Una larga parte di inquinamento da nitrati può essere associata anche alla presenza di allevamenti intensivi, dove si accumulano gli escrementi degli animali. Nella direttiva i governi sono tenuti anche a designare come "zone vulnerabili ai nitrati" le aree che scaricano in tali acque e a istituire adeguati programmi d'azione per prevenire e ridurre l'inquinamento provocato da queste sostanze.

Il parere negativo da parte della Commissione non arriva all'improvviso. Nel novembre 2018 l'esecutivo europeo aveva già inviato all'Italia una prima lettera di costituzione in mora, invitando le autorità a garantire la stabilità della rete di monitoraggio dei nitrati, a procedere a un riesame e a proseguire nella designazione delle zone vulnerabili in diverse regioni come pure ad adottare misure supplementari in alcune aree.

Nel frattempo, nonostante le autorità italiane abbiano compiuto alcuni progressi, sono emersi altri problemi, come la riduzione del periodo di blocco continuativo, durante il quale è vietata l'applicazione di fertilizzanti. La Commissione ha quindi constatato la necessità di adottare ulteriori misure per affrontare problemi persistenti o emersi di recente. Per questi motivi nel dicembre 2020 è stata inviata una lettera complementare di costituzione in mora all'Italia.

"Pur riconoscendo che da allora alcune carenze sono state risolte la Commissione continua a nutrire preoccupazioni riguardo ad altre violazioni in diverse regioni nelle quali la situazione nelle acque sotterranee inquinate dai nitrati non sta migliorando o si osserva un peggioramento del problema dell'eutrofizzazione delle acque superficiali", hanno sottolineato in una nota i funzionari europei. La concentrazione eccessiva di nitrati non è un problema unicamente italiano, ma riguarda vari Paesi, come sottolineato nell'ultimo report disponibile relativo al periodo 2016-2019, tra cui Spagna e Paesi Bassi.

Con il Green Deal che ha alzato l'asticella e ha l'ambizione di perseguire l'obiettivo "inquinamento zero", per Bruxelles è diventato prioritario ridurre l'inquinamento di aria, acqua e suoli a livelli che non siano più considerati nocivi per la salute umana e gli ecosistemi naturali. Roma dispone ora di due mesi per rispondere e adottare le misure necessarie, trascorsi i quali la Commissione potrà decidere di deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

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