"Niente più insetti sulla Terra entro un secolo"

L'allarme di Greenpeace: "Senza un'inversione di tendenza, il rischio di un'estinzione di massa che colpirebbe il 75% della produzione agroalimentare mondiale"

Non si arresta l'allarme per il declino globale della popolazione di api, perché se è vero che con il bando di alcuni insetticidi neonicotinoidi un miglioramento c'è stato, è anche vero che questo riguarda solo le api mellifere, le uniche ad essere minimante monitorate, mentre nulla sappiamo di tutto ciò che succede 'oltre' queste, nel mondo degli impollinatori liberi e degli insetti in generale. "Gli ultimi dati globali parlano di un forte declino di tutti gli insetti che, secondo alcune previsioni, senza un'inversione di tendenza, potrebbero sparire nel giro di 100 anni", dice all'AdnKronos Federica Ferrario, la responsabile della campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia che da anni segue la questione api e impollinatori.

Le conseguenze di uno scenario di questo tipo? "Devastante - dice Ferrario - perché senza gli impollinatori non esisterebbe il 90% della flora che oggi ci circonda e sarebbe compromessa la gran parte della produzione alimentare: il 30% di quello che arriva sulle nostre tavole dipende direttamente dagli impollinatori e il 75% della produzione agroalimentare è in qualche modo legata a loro". Impossibile? Mica tanto.

Succede già in Cina, racconta Ferrario, dove "dopo decenni di utilizzo di sostanze chimiche, le api sono scomparse da un'intera regione e ora gli operai agricoli sono costretti a impollinare manualmente i fiori con costi insostenibili e risultati non paragonabili a quelli ottenuti naturalmente". Le cause sono diverse: i cambiamenti climatici, con gi sbalzi di temperatura e il clima instabile, la perdita di habitat e, soprattutto, l'abuso di sostanze chimiche di origine sintetica in Agricoltura.

E qui si apre un'altra questione, perché se è vero che i divieti di alcune sostanze hanno effetti immediati, più subdola è l'esposizione a lungo termine, anche a piccole dosi, di tante altre sostanze di cui sappiamo poco o niente. "Gli insetti impollinatori non incontrano un'unica sostanza in natura, ma ne assumono quando impollinano, quando bevono e così via, e l'effetto cocktail non è stato ancora indagato", conclude Ferrario. 

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Commenti (5)

  • sopravvalutiamo la presenza dell'uomo su questo pianeta..facciamo danni da secoli ma la terra cambierà e succederà inevitabilmente l'estinzione di massa e anche noi se non addatti non ce la faremo.

  • Questa dichiarazione catastrofica denota la scarsa conoscenza della storia della Terra e il ciclo della vita. Le specie di insetti esistenti spariranno per l'evoluzione in altre più adatte all'ambiente adattatosi alle vicende geologiche del Pianeta.

  • l umanitá è una mer da, egoisti e senza pietá, spero che coloro che usano pesticidi abbiamo una mo rte lenta e dolorosa

    • I pesticidi potrebbero concorrere, come tutti gli altri, alla visione catastrofica della signora Ferrario, ma il problema maggiore è l'importazione (anche non voluta) di insetti da altri continenti, es. l'Ape Assassina, pulci africane e asiatiche, ecc.

    • Esprimendosi in questa maniera pretende di avere ragione? Ci sono altri modi per esprimere il dissenso, a mio modesto avviso.

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