Maltempo, patto tra agricoltori e Comuni montani contro frane e alluvioni

Accordo siglato tra Coldiretti e Uncem, l'obiettivo è creare un presidio territoriale permanente contro l’abbandono

Contro i rischi idrogeologici legati al maltempo nasce una alleanza fra agricoltori e i Comuni montani. L’accordo è stato siglato dal presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo e da quello di Uncem, l'Unione nazionale Comuni, Comunità ed Enti montani, Marco Bussone. Il patto punta a contrastare l'erosione dei terreni e la desertificazione favorendo servizi di vigilanza e di soccorso in caso di calamità naturali nei territori di montagna che negli ultimi 20 anni, spiega Coldiretti, hanno perso più di un’attività agricola su due con la scomparsa di oltre 300 mila aziende agricole. L’obiettivo è creare un presidio territoriale permanente contro l’abbandono sviluppando opportunità economiche ed occupazionali fondate sulle grandi risorse ambientali, paesaggistiche ed agroalimentari dei comuni di montagna.

Per questo Coldiretti e Uncem per incentivare il presidio del territorio nei contesti rurali e nelle aree montane promuovono lo sviluppo e la creazione di filiere forestali al fine di mantenere forme di regimazione e protezione delle risorse idriche e di contribuire efficacemente all’azione di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici. "I boschi italiani, se valorizzati con pratiche di gestione sostenibile, possono rappresentare un fondamentale strumento di investimento nella crescita dell’indotto produttivo ad esso collegato, garantendo così lo sviluppo socio-economico delle aree marginali, rurali e di montagna", afferma il presidente Roberto Moncalvo.

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“Le imprese agricole, con la loro multifunzionalità hanno un ruolo decisivo nella prevenzione del dissesto e nella valorizzazione di territorio, paesaggio, versanti alpini e appenninici”, aggiunge Bussone, secondo cui “la presenza antropica in montagna e la vitalità delle imprese agricole in particolare contrasta erosione, abbandono, è un antidoto alle conseguenze dei cambiamenti climatici". Nei piccoli borghi di montagna, spiega la Coldiretti, si custodisce parte di quel 92% delle specialità enogastronomiche nazionali dalle quali dipende gran parte della leadership italiana in Europa, con il sistema della qualità alimentare Made in Italy (Dop/Igp). Una risorsa per l'Italia che, sottolinea la Coldiretti, può contare su un patrimonio di antiche produzioni agroalimentari tramandate da generazioni in un territorio unico per storia, arte e paesaggio che sono le principali leve di attrazione turistica.

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