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Giovedì, 7 Luglio 2022
Ambiente&Clima

Il nuovo ministro dell'agricoltura tedesca è vegano. Ma promette: "Chi mangia carne è benvenuto"

L'ecologista Ozdemir è chiamato a gestire la transizione richiesta dall'Ue a favore del clima. Dovrà evitare che i costi ricadano su coltivatori e allevatori

Verde dalla testa ai piedi. Vegetariano, ecologista e con poca esperienza nel settore agricolo: è il profilo del prossimo ministro dell'agricoltura tedesco Cem Özdemir. Ciò nonostante, la notizia della sua nomina nel governo Scholz è stata accolta calorosamente dalla lobby agricola del Paese. L'obiettivo è averlo al proprio fianco per recuperare dall'esecutivo i fondi necessari per realizzare la transizione ambientale richiesta dalla Ue, a seguito dell'adozione della nuova Pac e della strategia Farm to Fork.

Il settore è consapevole che un mutamento è ormai imprescindibile, per salvaguardare il clima, migliorare la qualità dell'alimentazione e garantire maggiore attenzione agli animali. Tutti elementi cui sono sempre più attenti i consumatori. Gli agricoltori vogliono però evitare che il peso ricada completamente sulle loro spalle, spaventati dalla maggiorazione dei costi e da vincoli amministrativi più stringenti. Özdemir potrebbe godere del peso politico giusto per realizzare questo cambiamento radicale garantendo i finanziamenti necessari.

Il profilo

Özdemir è un deputato di 55 anni, ex co-leader del partito ecologista per un decennio, con un'esperienza da parlamentare europeo. Di origine turche, ha assunto posizioni forti sia contro Erdogan che contro Putin, concentrandosi principalmente su questioni come l'immigrazione, i diritti umani, gli affari esteri e i trasporti. Distante insomma dalle questioni agricole. La sua nomina rientra nell'accordo di coalizione della scorsa settimana tra Socialdemocratici, Verdi e Liberali democratici. Si attendono cambiamenti radicali in Germania dopo la fine del dominio della Cdu e, soprattutto, dopo l'addio alla politica di Angela Merkel, donna al vertice del potere in patria ed in Europa per sedici anni. Il tassello dell'agricoltura è destinato ad essere uno dei principali campi di battaglia.

Il sostegno delle lobby agricole

Gli agricoltori tedeschi stanno affrontando una serie di nuove misure sia a livello nazionale che europeo, adottate per rendere il sistema alimentare più ecologico. I verdi di solito non sono visti di buon occhio dal settore agricolo. Feroci furono le critiche contro Renate Künast, l'ecologista che una ventina d'anni fa aveva preso le redini del ministero quando Gerhard Schröder era cancelliere. Joachim Rukwied, uomo al vertice dell'associazione degli agricoltori tedeschi (Dbv) e del Copa-Cogeca, la federazione delle associazioni europee degli agricoltori, ha affermato: "Özdemir è considerato un pragmatico e viene dal Baden-Württemberg, come me", riferendosi al suo Stato natale nel sud-ovest del paese, aggiungendo: "Questa è una buona base per la cooperazione". Rukwied ha anche avvertito che gli agricoltori non possono essere lasciati da soli a sostenere i costi dell'ingente processo di trasformazione previsto dalla nuova coalizione. Le potenziali tensioni future potrebbero nascere dalla mancata definizione dei dettagli finanziari della manovra.

La sfida: come gestire i fondi Ue

Uno dei maggiori cambiamenti nell'accordo di coalizione riguarda il finanziamento proveniente dai fondi dell'Ue. La logica prevista si basa principalmente sulla quantità di terra posseduta da ciascun agricoltore, con ovvi vantaggi per i grandi attori dell'agroindustria. I partiti della nuova coalizione hanno promesso di rivedere questa logica di distribuzione dei sussidi, per assicurare che "i pagamenti diretti possano essere adeguatamente sostituiti premiando gli sforzi climatici e ambientali". La nuova politica agricola europea prevede l'espansione dell'agricoltura biologica, la riduzione significativa dell'uso di pesticidi e la creazione di una nuova etichetta alimentare, che indichi come il bestiame è stato trattato prima e durante la macellazione.

In Germania l'industria della carne muove decine di miliardi di euro all'anno e Özdemir ha chiarito che intende sostenere gli obiettivi verdi, ma che non condurrà una campagna contro il consumo di animali. Il futuro ministro avrebbe riferito a un giornale della sua circoscrizione: "Coloro che vogliono mangiare carne sono i benvenuti e chi la produce può farlo, ma nel rispetto del benessere degli animali, della protezione del clima e non a scapito del nostro ambiente".

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