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Giovedì, 7 Luglio 2022
Ambiente&Clima

Siepi, argini e infrastrutture verdi. La ricetta dell'Ue per proteggere l'agricoltura dalle inondazioni

Con le alluvioni in aumento, l'Europa cerca soluzioni comuni per salvare terreni e produzione alimentare. Indispensabile la collaborazione tra gruppi di agricoltori

Difendere i terreni agricoli da piogge intense e violente. In uno studio appena pubblicato, l'Ue ricorda agli Stati membri una delle priorità nella ripartizione dei fondi della nuova Politica agricola comune. Il clima è cambiato e fenomeni violenti, come alluvioni e inondazioni, sono ormai entrati con costanza nelle cronache italiane ed europee. Ricordiamo ancora le alluvioni che quest'estate hanno devastato il sud del Belgio e la Germania, così come le piogge che hanno colpito la Sicilia orientale questo autunno. Le ripercussioni sul quotidiano sono molteplici (distruzione di case, danni alle persone) e impattano anche le aree rurali. Solo poche settimane fa, proprio la foto di un'inondazione in una zone agricola in Italia ha vinto il primo premio del concorso Environmental photographer of the year, dedicato alle migliori immagini dedicate all'ambiente e alle conseguenze del cambiamento climatico. Lo scatto, del fotogiornalista Michele Lapini, era stato realizzato nel corso delle alluvioni che avevano colpito il modenese, dove il fiume Panaro aveva rotto gli argini. Sfollati e danni ingenti alle abitazioni e ai raccolti tra le principali conseguenze.

Valutata l'urgenza del fenomeno, l'Ue ha condiviso una ricerca riguardante le soluzioni necessarie per gestire questi eventi e proteggere, oltre agli abitanti delle zone colpite, l'agricoltura e i suoi prodotti. Uno dei fattori che incide sulla fragilità dei suoli è l'eccesso di urbanizzazione. Le stime suggeriscono che solo il 10-30% delle pianure alluvionali in Europa rimangono in condizioni naturali. In un sondaggio effettuato negli Stati Membri, inoltre, è emersa un'attenzione insufficiente alla protezione dei terreni agricoli, nonostante siano tra le aree più colpite dalle inondazioni. Una delle ragioni della scarsa considerazione è il costo relativamente basso dei danni all'agricoltura se paragonato ad altri settori, come le perdite economiche nelle proprietà e nelle attività industriali o che offrono servizi. Eppure alla protezione delle aree rurali è connessa la salvaguardia della sicurezza alimentare degli europei.

A disposizione degli Stati membri c'è la misura agro-ambientale e climatica (Aecm), che mira a incentivare i cambiamenti necessari nel settore agricolo, promuovendo quelle pratiche che danno un contributo positivo all'ambiente e al clima, compresa la protezione dalle inondazioni. L'Ue ricorda che, oltre alle grandi infrastrutture, come le dighe, sono disponibili misure meno incisive sul piano dell'ingegneria e dell'impatto ambientale, che riescono comunque a trattenere l'acqua nel suolo e nel paesaggio. Come? Tramite infrastrutture “verdi”, quali siepi, zone umide, alberi, sistemi di drenaggio naturale, che aiutano a ridurre la quantità e la velocità dell'acqua che scorre via dalla terra. In questo modo, provvedono a minimizzare il rischio di inondazioni. L'Ue sottolinea che l'efficacia di questi strumenti necessita la collaborazione tra gruppi di agricoltori e il supporto da parte di autorità pubbliche e di altri attori connessi alla protezione dei suoli, come l'industria della trasformazione e della distribuzione alimentare.

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