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Venerdì, 3 Dicembre 2021
Ambiente&Clima

Bocciato il divieto di tutti i pesticidi chimici in Svizzera, al referendum vince il "No"

I cittadini hanno respinto la proposta degli ambientalisti e anche un altro quesito che chiedeva alcuni aumenti di accise e una tassa sui voli per ridurre le emissioni di Co2

La Svizzera non diventerà il primo Paese in Europa a vietare ogni tipo di pesticidi chimici. I cittadini della Confederazione, che erano stati chiamati a decidere sulla cosa tramite un referendum, hanno respinto la proposta ambientalista, e lo hanno fatto a larga maggioranza: oltre il 60 per cento. Nessun grande Paese ha finora vietato i pesticidi sintetici a livello mondiale: solo il Bhutan aveva annunciato qualche anno fa di volerlo fare, per arrivare a un'agricoltura "100% bio".

Il tema aveva scatenato un forte dibattito nel Paese. I sostenitori del divieto affermavano che questi prodotti chimici causano gravi problemi di salute e costituiscono una minaccia per la biodiversità. Al contrario, i produttori affermavano che sono rigorosamente testati e regolamentati, possono essere usati in sicurezza. Inoltre, sostenevano che senza di loro i loro raccolti sarebbero crollati notevolmente. Ad accentuare il dibattito il fatto che la Svizzera è la sede di uno dei più importanti produttori mondiali di prodotti fitosanitari, la Syngenta, società controllata dal 2017 dal gigante cinese ChemChina e che ha sede a Basilea, l'unico cantone in cui ha vinto il "sì". La vittoria del no “è stata una scelta di buon senso e pragmatismo”, ha commentato il presidente della Confederazione Guy Parmelin.

Sempre in tema ambientale è stata bocciata anche la proposta di ridurre ulteriormente le emissioni di CO2 entro il 2030, gli svizzeri l'hanno bocciata di stretta misura, con il 51,59%. Il risultato è una sconfitta per il governo che sosteneva la nuova legge che includeva misure come l'aumento del supplemento sul carburante per auto e l'imposizione di una tassa sui biglietti aerei. Il rifiuto significava che ora sarà "molto difficile" per la Svizzera raggiungere il suo obiettivo 2030 di ridurre le emissioni di carbonio alla metà dei livelli del 1990 e diventare neutrale rispetto alle emissioni entro il 2050, ha affermato il ministro dell'Ambiente Simonetta Sommaruga. "Il no di oggi però non è un no alla protezione del clima, è un no alla legge su cui abbiamo votato", ha aggiunto Sommaruga , sostenendo che "molte persone vogliono aumentare la protezione del clima ma non in questo modo". Per il Wwf invece "chi ha vinto oggi dovrà assumersi le sue responsabilità domani".

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