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"Circa 8 miliardi di animali soffrono ogni giorno in Europa, Ue fermi gli allevamenti intensivi"

Al via la campagna "No Animal Left Behind" per chiedere alla Commissione europea di rivedere, in meglio, la legislazione sugli allevamenti

È in Europa che si gioca una partita fondamentale per un futuro più sostenibile, anche per gli animali negli allevamenti: la Commissione europea infatti sta attualmente valutando la legislazione sul benessere degli animali per verificarne l'adeguatezza e apportare migliorie e cambiamenti in favore degli animali. Revisione, prima nel suo genere, che rientra nella strategia Farm to fork, lanciata nel 2020 proprio da parte di Bruxelles con l'obiettivo generale di rendere i sistemi alimentari europei equi, sani e rispettosi dell'ambiente. Per questo le associazioni animaliste lanciano la campagna "No Animal Left Behind" per chiedere alla Commissione europea di rivedere, in meglio, la legislazione sugli allevamenti.

Secondo le associazioni Animal Equality, Ciwf, Lav e Essere Animali, all'inadeguatezza della normativa vigente si sommano lacune che lasciano privi di tutele legali milioni di animali negli allevamenti terrestri, e miliardi di pesci in quanto diverse specie non sono protette da alcuna legislazione specifica. Poi, ci sono le violazioni del regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio che hanno portato alla creazione di una commissione d'inchiesta sui trasporti di animali vivi presso il Parlamento europeo. ''Le nostre attuali leggi sul benessere degli animali - dice Reineke Hameleers, Ceo di Eurogroup for Animals - non riescono a proteggere gli animali e, di conseguenza, miliardi di loro in tutta Europa soffrono ogni giorno. È giunto il momento per la Commissione europea di agire e impegnarsi in un'ambiziosa revisione della sua legislazione sul benessere degli animali, assicurandosi che nessun animale venga lasciato indietro in questo processo nel processo''.

Anche in Italia, il tema dell'inadeguatezza delle norme a protezione degli animali allevati in zootecnia, e della loro applicazione, è estremamente attuale. "Ciò a motivo di una legislazione europea che è urgente rivedere, ma anche della necessità di lavorare a livello culturale, politico, e di formazione, per assicurare la corretta e sistematica applicazione delle norme, da parte dei veterinari di sanità pubblica e, in generale, degli organi preposti ai controlli'', dichiarano le associazioni Animal Equality, Ciwf, Essere Animali, e Lav, membri italiani di Eurogroup For Animals. 

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