La Norvegia come il Giappone: cresce la domanda di carne di balena

Il Paese è uno dei tre nel mondo in cui è ancora consentita la caccia ai cetacei, ma fino ad ora era principalmente per le esportazioni. Il governo pensa di sostenere e spingere il settore

Foto archivio Ansa EPA/JOSE JACOME

I norvegesi hanno riscoperto il loro appetito per la carne di balena, con la richiesta del prodotto che è in crescita. La Norvegia, con Giappone e Islanda, è uno dei tre Paesi al mondo a consentire pubblicamente la caccia a questi cetacei, che sono però a rischio estinzione. Gran parte del pescato del Paese viene inviato in Giappone, dove la domanda è elevata, ma per la prima volta da anni sta aumentando l0interesse anche a livello nazionale.

Come racconta il Guardian finora sono state già uccise 484 balenottere minori, che è meno della metà della quota annuale di 1.278, ma più del totale di 429 esemplari catturati lo scorso anno, una delle cifre più basse da decenni. Al momento la flotta è in declino, con solo 12 navi che hanno partecipato alla caccia di quest'anno, rispetto alle 34 del 2004, ma il governo sta pensando d sostenere il settore allentando i requisiti per la partecipazione alla caccia di questi animali.

"È molto positivo che quest'anno stiamo assistendo a un aumento sia delle catture che della domanda di prodotti”, ha esultato il ministro della Pesca, Odd Emil Ingebrigtsen, che ha spiegato che in Parlamento saranno discussi degli emendamenti che “fanno parte di uno sforzo generale per avere regolamenti tempestivi ed efficaci sulla pesca. Le barriere inutili alla partecipazione all'attività di caccia alla balena saranno rimosse".

La caccia commerciale alla balena è stata vietata in tutto il mondo più di 30 anni fa ma la Norvegia si è formalmente opposta alla moratoria della Commissione baleniera internazionale (IWC) nel 1986, il che significa che non è formalmente vincolata da essa. Ci sono più di 100mila balenottere minori allo stato brado e non sono considerate specie a rischio di estinzione dall'Unione internazionale per la conservazione della natura, ma gli attivisti temono comunque per il loro futuro e hanno esortato a interrompere anche la loro caccia.

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