Sabato, 25 Settembre 2021
Ambiente&Clima

La Corte Ue accusa l'Olanda di aver mentito sull'impatto della pesca elettrica

I Paesi Bassi avevano fatto ricorso contro la decisione di Bruxelles di bandire la pratica, ma per i giudici “non ci sono prove che un simile metodo sarebbe privo di impatti negativi sull'ambiente”

La Corte di giustizia dell'Ue ha respinto il ricorso proposto dai Paesi Bassi contro il divieto della pesca con imbarcazioni che impiegano l'impulso elettrico. Questa tecnica è ampiamente utilizzata nella nazione che sostiene riduca le catture accidentali ed evita di arare il fondo del mare con le reti. Gli oppositori del metodo, tra cui pescatori francesi e ambientalisti, affermano che la tecnica, che utilizza elettrodi per stordire i pesci i cui corpi poi galleggiano e vengono raccolti da reti giganti, ne uccide troppi. Queste preoccupazioni sono state condivise dal Parlamento europeo e dal Consiglio che hanno imposto un divieto nel 2019, con un periodo di transizione fino al 30 giugno di quest'anno a determinate condizioni rigorose.

Per questo i Paesi Bassi hanno successivamente presentato un ricorso alla Corte di giustizia dell'Ue, sostenendo che i legislatori non avevano ascoltato i migliori pareri scientifici per confrontare l'impatto ambientale della pesca a impulsi e della tradizionale pesca a strascico della sogliola del Mare del Nord. Ma il tribunale di Lussemburgo ha smentito questa tesi affermando nella sua sentenza che “se è vero che gli studi scientifici e tecnici disponibili contengono valutazioni talvolta divergenti sulla portata degli impatti negativi della pesca con impiego di impulso elettrico, nessuno di questi enuncia, per contro, contrariamente a quanto sostenuto dai Paesi Bassi, che un simile metodo sarebbe privo di impatto negativo sull’ambiente”. Per questo il divieto entrerà in vigore in tutta Europa.

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