L'Italia rischia di restare senza olive e doverle importare. Colpa del clima

L'allarme del mondo scientifico. Le associazioni di categoria avvertono: a rischio anche la qualità 'extravergine'

Come sono queste olive? Non sono italiane. Da aprile le Penisola potrebbe ritrovarsi letteralmente a secco del prodotto mediterraneo e simbolo del ‘made in’ tricolore. Complici gli eventi meteorologici estremi quali eccessivo caldo e freddo, l’Italia rischia seriamente una riduzione nella rendite degli olivi e di ricorrere all’import da altri Paesi.

L'allarme del mondo scientifico

A lanciare l’allarme Riccardo Valentini, direttore del Centro Euro-Mediterraneo per i cambiamenti climatici. “Vi sono chiari modelli di osservazione che indicano questi tipi di eventi meteorologici estremi come i principali motori della bassa produttività alimentare”. Nello specifico è il freddo ad allarmare. “Le temperature rigide nel Mediterraneo sono anomale per noi”. In ogni caso gli estremi sono importanti e, in effetti, sono previsti dagli scenari dei cambiamenti climatici”.

L’Italia è già alle prese con i problemi del settore olivicolo. Una minore rendita del 57% nella raccolta delle olive italiane - la peggiore degli ultimi 25 anni - ha scatenato le proteste di migliaia di agricoltori italiani, scese in piazza con gilet arancioni.

Il soccorso "africano"

Il rischio di meno olio dunque è all’orizzonte. Il problema è che l’Italia rischia di dover sopperire in modo costoso alla penuria di materia prima. La Commissione europea ha previsto che i raccolti di olive per la stagione 2018-19 scendano del 20% in Portogallo e del 42% in Grecia. Eventuali importazioni dunque dovrebbero interessare altri Paesi. Turchia, Marocco, Tunisia i principali produttori dell’area del Mediterraneo a cui guardare. Senza dimenticare la Spagna, che potrebbe produrre più dell’anno precedente.

Problema risolto, dunque? Macché. “La vera questione non è la quantità, ma la qualità”, sottolinea Vasilis Pyrgiotis, presidente del Copa-Cogeca, il principale sindacato agricolo europeo. Sono determinate caratteristiche organolettiche a fare di un olio un prodotto ‘vergine’ o ‘extravergine’. C’è il rischio che l’extravergine non possa più essere tale. Un problema per tutti. Per chi produce e per chi importa, anche se costretto.

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • colpa anche di qualche coglione che fa accordi e leggi per importare di tutto in Italia con il risultato di rovinarla in tanti aspetti ….e chi ci rimette è sempre il povero disgraziato ( scusate il termine ) che si danna l'anima per il bene dove ci vive e lavora !

Notizie di oggi

  • Le Storie

    In Italia 2 bambini su 5 sono sovrappeso. La risposta Ue: frutta, verdura e latte nelle scuole

  • Ambiente&Clima

    "Con un software ridurremo del 7% i consumi d'acqua nei campi"

  • Filiera

    I prodotti tipici del made in Italy? Per il 92% sono custoditi dai piccoli Comuni"

  • Filiera

    Un italiano su due comprerebbe solo cibo bio

I più letti della settimana

  • "A Londra è corsa alle scorte di cibo italiano. Per paura della Brexit"

  • Le compagnie vogliono il bando del consumo di alcool del duty free sui voli

  • Agli animali 2,5 tonnellate di antibiotici ogni 10 minuti. Allarme per l'uomo

  • Insetti nel piatto? I maschi, giovani e di buona cultura i più propensi a mangiarli

  • “Carne di animali malati venduta nei supermarket”, scandalo in Olanda

  • L'agricoltura "beve" il 70% dell'acqua mondiale. Mentre 2 miliardi di persone sono a secco

Torna su
AgriFoodToday è in caricamento