Sabato, 18 Settembre 2021
Ambiente&Clima

Allarme Onu: i sussidi all’agricoltura stanno accelerando la distruzione del pianeta

Secondo un recente report della Fao quasi il 90 per cento di questi finanziamenti sarebbero responsabili di danni all’ambiente, alla salute dei cittadini e dell’aumento delle disuguaglianze economiche

L'agricoltura è un settore fortemente dipendente dai sussidi pubblici, che servono ad aiutare gli operatori ad avere livelli di salario adeguati, a incentivare i giovani a intraprendere una carriera nel settore, a incentivare l'innovazione e a ridurre l'impatto ambientale. Non a caso ogni anno vengono spesi a livello globale 540 miliardi di dollari per finanziare l’agro-alimentare, ma una grandissima parte di questi soldi starebbe invece sostenendo di fatto la distruzione del pianeta. A lanciare l'allarme è la Fao (Food and Agricolture Organization) che in un report dal titolo "A multi-billion-dollar opportunity – Repurposing agricultural support to transform food systems" sostiene addirittura che il 90 per cento di questi sussidi stanno creando danni all’ambiente, alla salute dei cittadini e stanno alimentando le disuguaglianze.

Gli effetti collaterali

L’agenzia dell’Onu afferma che i danni all’ambiente sono causati da due motivi principali. Da una parte che a ricevere la più grande fetta di fondi sono i produttori di latte e carne di manzo, che risultano essere i principali responsabili della produzione di gas a effetto serra, e dall'altra che a richiedere e ad ottenere questi soldi sono troppo spesso i grandi allevamenti intensivi, altamente inquinanti, e non le piccole aziende. Questa diversità di accesso ai finanziamenti implica che i piccoli contadini abbiano risorse sempre più limitate. Inoltre, sempre secondo il report, a essere le più colpite sono le donne in quanto in media “gestiscono aziende agricole più piccole rispetto alle loro controparte maschile e possono avere meno opzioni per compensare le perdite di reddito derivanti da una perdita di sussidi”.

Disparità mondiali

Il rapporto ha rilevato che tra il 2013 e il 2018 il sostegno agli agricoltori ha totalizzato una media di 540 miliardi di dollari l'anno, di cui l'87 per cento è considerato "dannoso". Le parti ritenute negative includono incentivi per abbassare i prezzi di bestiame e colture specifiche, sussidi per l'acquisto di fertilizzanti e pesticidi, nonché distorsioni delle tariffe di esportazione e importazione che distorcevano il mercato. Secondo lo studio i sussidi portano anche un danno alla salute di ampie fette del pianeta promuovendo il consumo eccessivo di carne nei Paesi ricchi e il consumo eccessivo di alimenti di base a bassa nutrizione in quelli più poveri. "Se non promuovi frutta e verdura, alla fine sarà molto costoso per il consumatore mangiare in modo sano", ha affermato Marco Sánchez, vicedirettore della Fao e autore del rapporto. "Ecco perché 2 miliardi di persone nel mondo non possono permettersi una dieta sana".

La fame

Come ricorda il Guardian nel mondo 800 milioni di persone sono affette da fame cronica, 3 miliardi non possono permettersi una dieta equilibrata mentre 2 miliardi sono obesi o sovrappeso. A livello mondiale ancora poco è stato fatto per incentivare il consumo di vegetali: i paesi ricchi vengono incentivati al consumo di carne mentre quelli dei paesi in via di sviluppo al consumo di alimenti a basso contenuto nutrizionale.

Le raccomandazioni

"Questo rapporto è un campanello d'allarme affinché i governi di tutto il mondo ripensino i regimi di sostegno all'agricoltura per renderli adatti allo scopo di trasformare i nostri sistemi agroalimentari e contribuire ai quattro migliori: migliore nutrizione, migliore produzione, migliore ambiente e una migliore vita”, ha affermato Qu Dongyu, direttore generale della Fao. Per lo studio, pubblicato in vista di un vertice sui sistemi alimentari delle Nazioni Unite che si terrà il 23 settembre, spostare i sussidi concentrandosi su quelle sostenibili potrebbe "essere un punto di svolta" e aiutare a porre fine alla povertà, sradicare la fame, migliorare la nutrizione, ridurre il riscaldamento globale e ripristinare la natura. Ma per farlo è necessario che buona parte dei fondi vengano reindirizzati, i beneficiari dovrebbero essere principalmente piccole aziende sostenibili e produttori di ortaggi. Inoltre, i Paesi dovrebbero smettere di incentivare il consumo di carne agevolando un abbassamento dei prezzi di frutta e verdura.

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