Invasione di pappagalli verdi in Puglia. E gli agricoltori lanciano l'allarme

Sempre più parrocchetti monaci nel Barese stanno mettendo a rischio la produzione di frutta e mandorle, di cui sono ghiotti. E potrebbero rappresentare anche un pericolo per l'uomo. Coldiretti chiede al governo un piano di contenimento

Pappagalli parrocchetti a Roma

Dopo la Xylella, gli agricoltori pugliesi lanciano l'allarme per una nuova invasione che sta mettendo a rischio le loro imprese. Stavolta non si tratta di un misterioso patogeno, ma di una specie di pappagallo proveniente dall'Argentina, il parrocchetto monaco. La cui presenza nel Barese è cresciuta di anno in anno, con conseguenze sempre più gravi per la produzione frutta e soprattutto di mandorle. 

"Le campagne - spiega una nota Coldiretti, che ha chiesto alla Regione di intervenire con un piano di contenimento- sono divenute l'Eldorado di frutta e mandorle per i pappagalli che evidentemente si sono adattati perfettamente al microclima pugliese. Prediligono soprattutto le mandorle, dimostrando una straordinaria abilità nel beccare e rompere il guscio, estraendo il frutto e lasciando il mallo e le valve legnose attaccate all'albero. Si sono moltiplicate le segnalazioni da parte degli agricoltori, colpiti dalla presenza sempre più evidente di stormi di pappagalli, che ricreano una atmosfera tropicale, attirando l'attenzione con suoni acuti persistenti", conclude la nota. 

Non si sa bene come i parrocchetti monaci siano arrivati in Puglia, ma quello di Bari non è il solo territorio europeo che sta facendo i conti con questi pappagalli verdi. L'anno scorso, il Comune di Madrid aveva lanciato un piano di contenimento per bloccare la proliferazione di questi uccelli, considerati pericolosi non solo per le piante, ma anche per gli altri uccelli e persino per l'uomo (pare che possano trasmettere malattie come la psittacosi, oltre al fatto che i loro nidi riescono a raggiungere anche i 200 chili di peso, cosa che costituisce un rischio per i passanti nei centri urbani).

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