L'appello all'Ue: “Basta trucchi, porre fine alla pesca elettrica”

La Ong Bloom si rivolge alla Mediatrice europea: “La Commissione vuole minare le decisioni del Parlamento. È una pratica insostenibile, che distrugge l'intero ecosistema marino compromettendo le risorse ittiche”

Foto Ansa EPA/EVERETT KENNEDY BROWN

La pesca elettrica è una pratica molto invasiva che è stata vietata dalla Commissione europea nel 1998. In seguito a una serie di deroghe per la ricerca scientifica introdotte nel 2007 viene di fatto autorizzato l'equipaggiamento elettrico del 5% delle flotte. Eppure dal 2009, anno in cui i Paesi Bassi hanno iniziato a reintrodurre la pratica, a oggi sono saliti a 84 i pescherecci attrezzati con gli elettrodi, l'equivalente del 40% della flotta.

È la denuncia che arriva dalla ong francese Bloom che si è rivolta alla mediatrice europea Emily O'Reilly incaricata di arbitrare i casi di cattiva amministrazione delle istituzioni europee per sottoporle gravi carenze nella gestione del caso. Nonostante la larga maggioranza a favore del divieto ottenuta al Parlamento Europeo, secondo la Ong le negoziazioni in corso evidenziano un disimpegno da parte delle istituzioni che rischiano di cedere alle pressioni delle lobby della pesca industriale. “Tutto questo in barba alla legislazione Ue, e per giunta con sovvenzioni pubbliche. Un atto illegale, insomma, finanziato dai cittadini europei”, denuncia l'associazione in una nota.

"La pesca elettrica è una pratica insostenibile, che distrugge l'intero ecosistema marino compromettendo le risorse ittiche dell'Unione e mette a repentaglio tutto il settore della pesca artigianale, con fallimenti a catena di piccole imprese virtuose", afferma Claire Nouvian, presidente e fondatrice della Ong. "Ma il caso pesca elettrica nasconde molto di più. Abbiamo scoperto che la Commissione ha chiuso gli occhi davanti al parere degli scienziati. Abbiamo scoperto che l'opacità delle istituzioni proteggeva preoccupanti informazioni finanziarie. E che i soldi dei contribuenti sono serviti per convertire i pescherecci all'elettricità. Pensavamo di batterci contro la pesca elettrica, ma la nostra è diventata un'odissea attraverso le istituzioni europee".

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"La Commissione sta lavorando a porte chiuse per minare la votazione della plenaria. Ma se le decisioni prese dal Parlamento europeo non vengono rispettate, qual è il senso di quest'istituzione?", si chiede John Flack, europarlamentare del gruppo dei conservatori riformisti europei. "Se le istituzioni continueranno a tollerare l'utilizzo della corrente elettrica presto o tardi questo metodo di pesca arriverà a distruggere le zone del Mediterraneo e dell'Atlantico proprio come sta devastando oggi il mare del Nord", conclude Nouvian.

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