Pesca, 7 milioni di tonnellate di pesce ributtate in mare ogni anno

Secondo i dati Fao. Dal 1 gennaio 2019 entrerà in vigore l'obbligo di sbarco da parte di tutti gli Stati membri dell'Ue: i pescherecci saranno tenuti a conservare e sbarcare quanto catturato, compreso quello sottotaglia o fuori quota

Dal 1 gennaio 2019 entrerà in vigore l'obbligo di sbarco da parte di tutti gli Stati membri dell'Ue: i pescherecci saranno tenuti a conservare e sbarcare tutto il pesce catturato, compreso quello sottotaglia o fuori quota, con l'obiettivo di abolire la pratica del rigetto in mare delle catture indesiderate. Ad oggi, infatti, ogni anno a livello globale oltre 7 milioni di tonnellate di pesce, una volta pescate, vengono rigettate in mare (dati Fao).

Uno spreco che rende più lontane le scadenze al 2020 in materia di conservazione della biodiversità e la gestione sostenibile della pesca contenute nell'ultima versione della politica comune della pesca (PCP) per l'attuazione delle cui misure gli Stati membri hanno avuto 5 anni di tempo, ma sono ancora in ritardo. Per arginare la pratica del rigetto in mare del pescato indesiderato, ci sono diverse soluzioni tecniche, alcune delle quali hanno già dato risultati incoraggianti. Sono quelle proposte dal Wwf nell'ambito del progetto europeo Minouw, che coinvolge enti di ricerca e pescatori.

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Dalle flotte dell'Argentario a quelle di Mazara del Vallo, dal Portogallo alla Spagna, i pescatori sono stati coinvolti nella sperimentazione di reti per la pesca ai gamberi dotate di luci colorate o di speciali griglie di metallo capaci di scartare i gamberi più piccoli prima che entrino nel sacco finale della rete. L'utilizzo di visori notturni aiuta a identificare in tempo reale gli stock di dimensioni troppo ridotte, mentre le reti ''sentinella'' sono tramagli modificati capaci di risparmiare invertebrati non commerciabili e diminuire la percentuale di pesci commerciabili danneggiati.

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