Pesticidi "ammazza-api", Bruxelles annuncia il pugno duro. Ma le ong protestano

Secondo Euractiv, la Commissione europea sarebbe pronta a bloccare le autorizzazioni ai neonicotinoidi concesse da due Paesi in barba alle richieste dello stesso esecutivo comunitario

La Commissione europea è pronta a usare un'arma mai utilizzate in passato pur di impedire a due Stati membri di concedere l'autorizzazione al commercio dei 3 neonicotinoidi, particolari pesticidi molto usati in agricoltura, che sono stati messi a bando dall'Ue. E' quanto emerge da una lettera, visionata da Euractiv, che il commissario alla Salute Vytenis Andriukaitis ha inviato ad alcune ong.

Secondo quanto si apprende, ci sarebbero quattro Stati membri dell'Ue che continuano a usare autorizzazioni di emergenza per aggirare lo stop richiesto da Bruxelles al commercio di tre neonicotinoidi (imidacloprid e clothianidina prodotti dalla Bayer e il tiamethoxam di Syngenta), considerati tra le principali cause della moria di api, la cui diminuzione potrebbe provocare grossi danni all'agricoltura e alla biodiversità. 

Questi 4 Paesi hanno ricevuto delle specifiche richieste da parte di Bruxelles affinché ponessero fine alle autorizzazioni. Ma solo due "hanno risposto positivamente", fa sapere il commissario. Ecco perché Bruxelles adesso sta prendendo in considerazione di utilizzare la misura prevista da un regolamento del 2009, che consente alla Commissione di bloccare direttamente le autorizzazioni senza passare dal consenso degli Stati interessati. 

L'esecutivo comunitario, pero', se da un lato sposa la battaglia delle ong ambientaliste, dall'altro si trova a dover rispondere a nuove accuse da parte di questo fronte: "I nostri impollinatori sono in crisi e i pesticidi sono sicuramente uno dei principali colpevoli - ha detto a Euractiv Franziska Achterberg di Greenpeace - L'anno scorso, l'Ue ha vietato tre pesticidi che uccidevano le api. Questo è stato un primo passo in avanti, ma ora la Commissione sembra pronta a fare due passi indietro aprendo la strada ad altri prodotti chimici altrettanto pericolosi per le api. Non possiamo salvare le api se l'Ue consente a un pesticida velenoso di sostituirne un altro". Il riferimento è al documento contenente le linee guida per i pesticidi "sicuri" per le api: secondo Greenpeace e diverse ong, questo documento va aggiornato al più presto, perché a oggi consentirebbe l'utilizzo di altri pesticidi "dannosi" al posto dei neonicotinoidi vietati.

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