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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Finanziamenti Ue

Dove finiranno i soldi della Pac in Italia. 10 miliardi di euro per progetti con finalità ambientale

Il Ministero dell'Agricoltura ha presentato all'Ue il Piano strategico nazionale. Al biologico toccheranno 2,5 miliardi, mentre il benessere animale ne avrà in dote 1,8

Per l'Italia agricola è arrivato il momento di fare i conti. Il ministero dell'Agricoltura ha diffuso le prime cifre del Piano strategico nazionale (Pns) che il nostro Paese ha sottoposto all'Unione europea prima della fine del 2021. Il Piano integra la Politica agricola comunitaria, approvata a novembre dai deputati europei. Entro il 31 dicembre ciascuno Stato membro doveva indicare quali eco-schemi intende seguire per la ripartizione dei sussidi dell'Ue. Dove andranno a finire i soldi europei? Possiamo iniziare a farci un'idea in base al documento diffuso dal ministro Stefano Patuanelli. Il Pns si avvale dei diversi strumenti disponibili: pagamenti diretti, organizzazioni comuni di mercato, sviluppo rurale e Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Dalle dichiarazioni relative al documento risulta che gli obiettivi principali sono il potenziamento della competitività del sistema in un' ottica sostenibile, il rafforzamento della vitalità dei territori rurali, la promozione del lavoro agricolo e forestale di qualità. Inoltre, il Piano intende migliorare la sicurezza sui posti di lavoro, sostenere scambi di conoscenza, ricerca e innovazioni, ottimizzare il sistema di governance del settore agricolo.

Di seguito in sintesi le previsioni di spesa per i settori interessati.

- Circa 10 miliardi di euro, tra primo e secondo pilastro, sono destinati ad interventi con chiare finalità ambientali. Sarà questo il quadro in cui assumeranno grande importanza i 5 eco-schemi nazionali, a cui sarà destinato il 25% delle risorse degli aiuti diretti. Serviranno a sostenere le aziende nell’adozione di pratiche agro-ecologiche per la sostenibilità ambientale.

- 1,5 miliardi di euro saranno la dotazione dei 26 interventi agro-climatico-ambientali contenuti nel secondo pilastro, che opereranno in sinergia con gli eco-schemi. Nello specifico, gli interventi a favore della forestazione sostenibile riceveranno 500 milioni di euro, mentre 650 milioni di euro saranno destinati ad una serie di investimenti produttivi, non produttivi e infrastrutturali a finalità ambientale. Queste azioni sono previste nell’ambito degli interventi settoriali delle organizzazioni comuni di mercato e negli investimenti ambientali del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

- Un'attenzione particolare tocca all'agricoltura biologica. Per chi si impegnerà a seguire i metodi di coltivazione più naturali spetteranno in totale ?2,5 miliardi di euro. Questo settore viene considerato dall'Ue una modalità di produzione privilegiata per concorrere al raggiungimento di tutti gli obiettivi ambientali previsti dalle diverse strategie europee. Anche il benessere animale godrà di sussidi specifici.

- La dote è di 1,8 miliardi di euro per migliorare le condizioni di benessere del bestiame e per contrastare il fenomeno della resistenza agli antimicrobici, derivante da un uso eccessivo o errato di antibiotici negli allevamenti. A questo obiettivo concorrono sia gli eco-schemi del primo pilastro, sia gli interventi contenuti nello sviluppo rurale e nel Pnrr.

- Saranno ?tre i miliardi di euro da investire per i nuovi strumenti di gestione del rischio, a fronte delle crescenti avversità climatiche, con conseguenze spesso catastrofiche. In questo ambito rientrano le assicurazioni agevolate, il nuovo fondo di mutualizzazione nazionale, cui concorrono gli stessi agricoltori attraverso una trattenuta del 3% dei pagamenti diretti.

- Altro meccanismo è quello del rafforzamento della competitività delle filiere, con l’obiettivo di migliorare il posizionamento degli agricoltori lungo la catena del settore agro-alimentare, che vede spesso riversare i maggiori vantaggi economici sugli intermediari e sulla grande distribuzione, anziché sui produttori. A questo obiettivo concorrono, in particolare, gli interventi settoriali dedicati ai settori vitivinicolo, ortofrutticolo, dell'apicultura, di produzione dell'olio d'olivo e delle patate.

- Circa 70 milioni di euro sono destinati a sostenere il piano per aumentare la produzione di alimenti ricchi di proteine vegetali (come legumi e frutta secca), al fine di ridurre il livello di dipendenza dell’Italia dall’estero e compensare la riduzione nel consumo di carne, ritenuta indispensabile per ridurre i gas serra ed evitare il diffondersi malattie cardiovascolari.

- Il Piano prevede inoltre un sistema di aiuti al reddito più equo. Tramite un riequilibrio nella distribuzione dei pagamenti diretti, si intendono avvantaggiare le aree rurali intermedie e quelle con problemi di sviluppo, nonché le zone montane e quelle collinari interne. Al tempo stesso, il 10% della dotazione nazionale dei pagamenti diretti verrà ridistribuito per dedicare maggiori risorse alle aziende medio-piccole.

- 1.250 milioni di euro verranno mobilitati per facilitare il lavoro agricolo delle giovani generazioni. Le risorse verranno ottenute tramite l'integrazione tra strumenti del primo e del secondo pilastro della Pac.

- Sul piano dei diritti, la strategia intende promuovere il lavoro agricolo e forestale di qualità, favorendo maggiore trasparenza negli aspetti contrattuali. Saranno rafforzati i servizi di consulenza aziendale, per offrire migliore assistenza sulle condizioni di impiego e sugli obblighi dei datori di lavoro, al fine di garantire la salute e la sicurezza nelle comunità di agricoltori. Tra le direttrici c'è anche la valorizzazione dei prodotti alimentari locali, dei paesaggi tradizionali e del patrimonio naturale e culturale delle aree rurali, ma non sono indicate cifre specifiche per perseguire questi obiettivi.

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