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Giovedì, 26 Maggio 2022
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La nuova minaccia per i parchi naturali? I bisogni dei cani

Secondo uno studio urina e feci di questi animali determinano pericolosi livelli di azoto e fosforo, livelli che sarebbero illegali in agricoltura. Si pensa di vietare l'accesso negli ecosistemi fragili

Le riserve naturali del pianeta devono fare attenzione a un altro nemico: i bisogni dei cani che ci vengono portati a fare delle passeggiate. Più sembrare una esagerazione ma lo afferma uno studio che ha valutato l'impatto di feci e urina dei nostri amici a quattro zampe in questi parchi, affermando che spesso sono in quantità tali da danneggiare la fauna selvatica. Secondo la ricerca rilascerebbero quantità eccessive di azoto e fosforo che potrebbero raggiungere livelli che sarebbero illegali sui terreni agricoli. Gli scienziati hanno raggiunto le loro conclusioni monitorando 1.600 cani nell'arco di 18 mesi in quattro riserve naturali alla periferia di Gand in Belgio. Pubblicato sulla rivista Ecological Solutions and Evidence, lo studio ha calcolato le conseguenze di circa 500 visite a riserve naturali, a tutte le ore del giorno e in tutti i giorni della settimana. Nutriti a casa, questi animali espellono le sostanze nutritive durante le passeggiate, lasciando una media annuale di 11 chili di azoto per ettaro e 5 di fosforo, secondo le stime della ricerca. Questo livello simile è simile a quello, considerato inquinante, che oscilla tra 5 a 25 chili di azoto e che viene prodotto e trasportato nell'aria da agricoltura, industria e fumi del traffico.

Questo fa capire come l'impatto ambientale delle feci e dell'urina dei cani è significativo, in particolare se si estendono le conclusioni a tutta l'Europa, un continente che ospita circa 87 milioni di questi animali. "Siamo rimasti sorpresi da quanto alti possano essere gli apporti di nutrienti dai cani", ha detto il professor Pieter De Frenne della Ghent University, che ha guidato la ricerca. "Gli apporti di azoto atmosferico dall'agricoltura, dall'industria e dal traffico ricevono giustamente molta attenzione politica, ma i cani sono completamente trascurati a questo riguardo", ha aggiunto. Molti proprietari di queste bestie pensano che lasciare gli escrementi del loro animale nella natura non produca danni, ma la maggior parte degli ecosistemi sono ambienti a basso contenuto di nutrienti. Questo eccesso di fertilizzazione riduce la biodiversità, consentendo a poche piante fiorenti, come ortiche e gramigna, di scacciare le altre e la fauna che dipende da loro. Nello specifico, i ricercatori hanno stimato i livelli illegali di azoto e fosforo in situazioni in cui i cani devono essere tenuti al guinzaglio e possono vagare solo 2 metri su entrambi i lati di un sentiero. "Questi livelli sono abbastanza sconcertanti, dato che il nostro studio riguardava le riserve naturali", ha dichiarato De Frenne.

Pur ammettendo che le passeggiate nella natura generano numerosi effetti benefici, sia fisici che psicologici, per i proprietari e i loro cani, non va sottovalutato questo inconveniente di portare una quantità significativa di sostanze nutritive in un contesto, come quello delle riserve, che non le prevede. L'associazione britannica Plantlife ha avvertito che l'inquinamento da azoto è "una delle più grandi minacce per le nostre piante selvatiche, licheni e funghi, eppure poco viene fatto per affrontarlo". Pur raccogliendo e portando via tutte le feci dei cani, si eliminerebbe quasi tutto il fosforo, ma solo la metà dell'azoto, perché l'urina dei cani contiene soprattutto quest'ultimo elemento, essendo più difficile portare via la pipì.Una ricerca precedente aveva scoperto che alti livelli di nutrienti possono persistere anche tre anni dopo che i cani sono stati banditi. Per questo motivo, gli enti che gestiscono le riserve naturali con ecosistemi sensibili potrebbero prendere in considerazione l'idea di vietare i cani, cosa che già accade in alcuni luoghi al fine di proteggere gli uccelli e altri animali selvatici. "Ovviamente la cacca fa parte della natura, ma la cacca del cane contiene nutrienti che possono danneggiare l'ecologia degli habitat vulnerabili”, ha dichiarato al Guardian Rob Stoneman, direttore del recupero del paesaggio presso The Wildlife Trusts, sottolineando: ”Ovunque camminiate con il vostro cane, è importante raccogliere, imbustare e cestinare la cacca, per assicurare la continua protezione di queste aree selvagge di cui noi tutti possiamo godere".

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