Londra cede e promette: "Niente pollo al cloro e carne agli ormoni dopo la Brexit"

Dopo le proteste nel Paese il governo assicura: "Non rimuoveremo il loro divieto e rafforzeremo il controllo del Parlamento sull'accordo commerciale con gli Stati Uniti"

Il governo britannico ha promesso che anche dopo la Brexit non importerà dagli Stati Uniti né pollo al cloro né carne agli ormoni. Fino ad ora Londra non aveva voluto escludere la possibilità, con le discussioni in atto per negoziare un accordo di libero scambio tra i due Paesi, ma le proteste in Gran Bretagna contro la possibilità di vedere abbassarsi i propri standard alimentari, rischio che spaventava gran parte dell'opinione pubblica, hanno convinto l'esecutivo al dietrofront.

“Il pollo clorurato e la carne bovina iniettata di ormoni sono già vietati nel Regno Unito e non negozieremo per rimuovere tale divieto in un accordo commerciale”, hanno garantito la Segretaria di Stato al Commercio internazionale, Liz Truss, e il ministro dell'ambiente, George Eustice, in un intervento sul Mail on Sunday. “Manterremo anche la nostra agenzia indipendente per gli standard alimentari”, e “ci assicureremo - utilizzando una serie di tariffe, quote e garanzie - che gli agricoltori britannici non siano indeboliti dalla concorrenza sleale di quelli con standard inferiori”, hanno poi promesso, assicurando che “durante i nostri negoziati commerciali, coinvolgeremo gli agricoltori attraverso il gruppo consultivo per il commercio agroalimentare”.

I due hanno anche spiegato di aver presentato un emendamento al disegno di legge sull'agricoltura “per rafforzare il controllo parlamentare degli accordi di libero scambio”, che dovrebbe fare in modo che in futuro il governo “avrà il dovere di riferire al Parlamento sull'impatto degli accordi commerciali sul mantenimento degli standard alimentari, di benessere e ambientali”. In alcuni stabilimenti statunitensi i polli, una volta uccisi, vengono immersi in acqua contenente biossido di cloro o altri acidi per uccidere organismi nocivi come l'E. coli o la salmonella. Questo avviene soprattutto negli allevamenti intensivi dove le condizioni igieniche sono molto più basse.

ocme ricorda il Guardian l'ambasciatore di Donald Trump nel Regno Unito, Woody Johnson, ha respinto i timori per i lavaggi al cloro all'inizio di quest'anno, dicendo che sono "il modo più efficace ed economico per combattere le malattie di origine alimentare". Ha anche affermato lo scorso anno che le polemiche stavano facendo credere al pubblico britannico che ci fosse "una scelta falsa" e che "termini infiammatori e fuorvianti come 'pollo clorurato' e 'carne di manzo ormonale' vengono impiegati per mettere l'agricoltura americana nella peggiore luce possibile".

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