Sabato, 18 Settembre 2021
Ambiente&Clima

“Venti produttori di carne e latte inquinano più della Germania”: l’allarme degli ambientalisti

Il settore dell'allevamento è responsabile del 14,5% delle emissioni di gas serra a livello globale. Ma governi, banche e fondi pensione continuano a sostenerlo con miliardi di euro ogni anno

Le venti aziende più grandi del mondo nel settori della carne e del latte sono responsabili di più emissioni di gas serra dell’intera Germania. I big del settore zootecnico, nonostante l’impatto ambientale delle loro attività, ricevono inoltre miliardi di euro ogni anno in finanziamenti pubblici. A denunciarlo pubblicamente sono gli attivisti della ong Friends of the Earth (Amici della Terra), che assieme ad altre due organizzazioni ambientaliste tedesche hanno pubblicato uno studio di 70 pagine sui danni all’ambiente causati dal settore dell’allevamento a livello globale. 

“L’atlante della carne”, così si chiama la pubblicazione annuale, parte dal dato che l’intero settore dell’allevamento comporta il 14,5% dell’inquinamento globale. Nonostante l’impegno per il clima assunto dai Paesi riuniti alla Cop di Parigi del 2015 di limitare a 1,5 °C l'aumento della temperatura globale, nel periodo 2015-2020 i big dei settori della carne e del latte hanno ricevuto più di 478 miliardi di dollari di sostegno da parte di 2.500 società di investimento, banche e fondi pensione, la maggior parte delle quali con sede in Nord America o in Europa.

Lo studio punta il dito anche contro una tendenza alla concentrazione nel settore della zootecnia, con le aziende più grandi che acquistano quelle più piccole e riducono la concorrenza. Una tendenza che rischia di schiacciare non solo le piccole e medie imprese, ma anche i modelli di produzione alimentare più sostenibili a vantaggio degli allevamenti intensivi. 

I risultati dello studio, secondo gli autori, “sono stati scioccanti”. “Solo cinque giganti della carne e del latte - JBS, Tyson, Cargill, Dairy Farmers of America e Fonterra - se messi assieme producono più emissioni all'anno rispetto ai principali operatori petroliferi come Exxon, Shell o BP”. Di qui la richiesta degli attivisti di introdurre maggiore regolamentazione dell'industria della carne volta a garantire “che le aziende paghino per i danni che hanno creato lungo tutta la catena di approvvigionamento e per ridurre al minimo ulteriori danni”.

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