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Martedì, 4 Ottobre 2022
L'esperimento

Come raccogliere le goccioline di nebbia per combattere la desertificazione

L'idea è già applicata alle Canarie e in Portogallo. Sono dispositivi che aiutano a recuperare acqua e a proteggere le piante ancora troppo piccole

Raccogliere la nebbia per favorire il rimboschimento. Nella torrida estate europea, devastata da siccità e incendi, la necessità di potenziare questa idea si è fatta più pressante, in particolare nelle zone dove le aree boschive hanno sofferto maggiormente come in Italia, Spagna, Francia e Portogallo. Gli scienziati del progetto Life Nieblas (niebla in spagnolo significa nebbia ), sostenuto dall'UE, utilizzano collettori di nebbia a Gran Canaria, per arrestare il degrado che decine di migliaia di acri stanno affrontando. Il quotidiano The Guardian ha fatto visita a questo progetto per capire il loro funzionamento e come possono aiutare nella lotta alla desertificazione.

Il contributo del vento

Questi collettori consistono in reti di plastica erette nel percorso del vento, che soffiando sospinge la nebbia attraverso la rete, per cui le goccioline d'acqua vengono recuperate, per poi cadere nei contenitori sottostanti. Queste goccioline si condensano di norma in modo naturale sulle foglie degli alberi. "La raccolta della nebbia è particolarmente applicabile nel ripristino delle laurisilva [foreste di alloro] delle Isole Canarie, che a loro volta esistono raccogliendo l'acqua della nebbia", afferma Vicenç Carabassa, a capo del progetto e operativo presso il Centro per la ricerca ecologica e le applicazioni forestali (Creaf), un istituto di ricerca presso l'Università Autonoma di Barcellona. "Il sistema consente agli alberelli di prosperare fino a quando non sono abbastanza maturi per catturare l'acqua da soli", precisa lo scienziato.

Sostegno alle falde acquifere

La Laurisilva è una foresta pluviale subtropicale popolata da specie sempreverdi. Non è detto però che siano presenti gli alberi di alloro che troviamo di solito nei parchi e nei giardini. Il suo ripristino è di aiuto anche per le falde acquifere, sottoposte a sforzo costante alle Canarie, che insieme al Portogallo rappresentano i luoghi ideali per il funzionamento di questo sistema, essendo rilevante la presenza sia di nebbia che di vento. Nel Mediterraneo, dove incendi e desertificazione premono sempre più sulle aree boschive, questo sistema risulta essere meno efficace. A Gran Canaria, l'obiettivo è catturare 215.000 litri di nebbia e acqua di rugiada all'anno per ripopolare 35 ettari (86 acri). Sono 20.000 gli alberi di alloro che sfrutterebbero questo sistema nella foresta di Doramas, dove imperversano gli incendi.Per il rimboschimento è previsto il ricorso al mirto candeliere, al corbezzolo e al barbusano, un grande albero tipico delle Canarie ed endemica in Macaronesia.

Una ciotola protettiva

Insieme alle reti si sta sperimentando anche un altro strumento per raccogliere la nebbia: il “bozzolo”, cioè un contenitore biodegradabile la cui forma ricorda quella di una ciambella. Sviluppato da un'azienda olandese e realizzato in cartone riciclato, questo strumento circonda la buca dove viene collocata una piantina, potendo contenere circa 25 litri d'acqua. Per ridurre la perdita da evaporazione, viene utilizzato un coperchio. In questo modo viene fornito anche riparo all'alberello nel corso del primo anno di vita, spesso il più critico per la sua sopravvivenza. All'inizio, l'acqua viene inserita manualmente, poi intervengono le piogge e i collettori di nebbia. Questi bozzoli, testati anche in Italia e in Grecia in diverse tipologie di suoli e clima, aumentato il tasso di sopravvivenza delle piantine rispetto ai sistemi convenzionali, soprattutto dove ci sono condizioni di crescita secca.

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