Le rinnovabili non bastano, serve una riforma dell'agroalimentare per salvare il Clima

Lo afferma uno studio di Oxford che ha analizzato l'impatto di energia, trasporti e produzione del settore. Tra le risposte la riduzione di deforestazione, consumo di carne e sprechi

Foto Ansa EPA/NEIL HALL

Puntare sulle energie rinnovabili è importante, così come rendere il nostro trasporto più eclogico, ma se vogliamo davvero salvare il clima e provare a rispettare gli accordi di Parigi, quello che veramente importante è anche riformare il sistema agroalimentare rendendolo sempre più sostenibile, ripensando l'intero sistema di approvvigionamento.

Lo studio

Ad affermarlo uno studio, pubblicato sulla rivista Science, condotto dagli esperti dell'Università di Oxford, che hanno analizzato l'impatto di energia, trasporti e produzione se diventassero completamente ecosostenibili. Il team ha calcolato l'entità dei gas dannosi per il clima che potrebbero essere rilasciati dal sistema dell'agricoltura dal 2020 al 2100. "Oltre a una completa transizione dai combustibili fossili verso un sistema più green sarà necessaria anche una radicale trasformazione del sistema alimentare", ha spiegato Michael Clark dell'Università di Oxford. Secondo gli esperti l'anidride carbonica proviene da molte fonti, come l'abbattimento di foreste tropicali, il funzionamento di macchinari agricoli e la produzione di prodotti agrochimici.

Emissioni dei fertilizzanti

I fertilizzanti, ha continua lo scienziato, “emettono protossido di azoto, un gas serra. Anche le mucche rilasciano metano come elemento di rifiuto di una serie di processi fisiologici". Il gruppo di ricerca non ha ipotizzato cambiamenti radicali nelle modalità di produzione di cibo, ma continui aumenti di efficienza, considerando anche le alterazioni nei regimi alimentari delle popolazioni. "Con l'aumento dei redditi le persone tendono a consumare più carne, uova e latticini. E sappiamo che i prodotti di origine animale hanno un'impronta climatica più intensa rispetto agli alimenti di origine vegetale", ha aggiunto Clark. Il gruppo di ricerca ha eseguito esperimenti e simulazioni ipotizzando che le fonti di gas inquinanti vengano interrotte, con una transizione completa verso veicoli elettrici, edifici riscaldati geotermicamente, energia rinnovabile e pulita in ogni ambito.

La produzione di cibo

Le simulazioni suggeriscono che la produzione di cibo potrebbe contribuire significativamente all'emissione di gas dannosi per il clima e il pianeta, e le temperature medie potrebbero subire un innalzamento al di sopra del limite di 1,5 C tra il 2051 e il 2063. Per gli studiosi ci sono cinque strategie necessarie si dovrebbero adottare nell'ambito dell'agricoltura, che solo se combinate tra loro possono sortire effetti adeguati. Tra queste, la riduzione della deforestazione, il passaggio ad alimentazioni basate su prodotti vegetali, e la drastica riduzione degli sprechi alimentari potrebbero rendere più alla portata gli obiettivi prefissati, dicono gli esperti.

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