Il salmone si sta rimpicciolendo. Almeno in Alaska

Lo ha confermato uno studio. Secondo gli autori, le cause vanno cercate nei cambiamenti climatici. Ma anche negli allevamenti

I salmoni sono sempre più piccoli. Almeno in Alaska. Il fenomeno, già noto da tempo ai pescatori della zona, ha avuto una prima conferma scientifica grazie a uno studio pubblicato su Nature.  

Lo studio ha evidenziato il calo delle dimensioni di quattro diverse specie di salmone: chinook, sockeye, silver e chum. L'Alaska è "l'ultima regione in gran parte incontaminata per la produzione di salmone del Nord America", scrivono gli autori. Tuttavia, le dimensioni dei chinook della regione dello Yukon, la più grande delle quattro specie di salmone, sono diminuite di più del 10% rispetto a quelle catturate prima del 1990. La specie sockeye ha un volume medio più piccolo del 2%, mentre il salmone silver ha subito una contrazione del 3%. 

Un fattore probabile, affermano gli autori, sono i cambiamenti nella qualità o nella disponibilità di cibo per i salmoni, una carenza dettata dalla crisi climatica. Ma c'è anche una ragione legata alla competizione con il salmone rosa, la cui presenza in Alaska è aumentata sempre più spinta dagli allevamenti. Si calcola che gli "incubatori" di salmoni rilascino ogni anno 5 miliardi di esemplari rosa attraverso il Pacifico e che nella zona di competenza dell'Alaska il 15% dei salmoni sia rosa. Questa quota, avvertono gli autori dello studio, potrebbe crescere, perché le prove dimostrano che i pesci di allevamento sono in competizione con quelli selvaggi e potrebbero rimpiazzarli alla lunga.  

A prescindere dalla cause, gli autori dello studio sottolineano le conseguenza negative da un punto di vista economico e alimentare di una riduzione della dimensione dei salmoni considerati. "Ogni sockeye, in media in tutto lo stato, vale circa 50 centesimi in meno", dice Curry Cunningham, uno dei coautori dello studio "Sono 50 centesimi in meno per ogni pesce che raccogli dalla rete". Inoltre, la riduzione delle dimensioni si collega anche una riduzione della quantità dei nutrienti.

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