Sabato, 23 Ottobre 2021
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Lo scarafaggio è l'insetto più mangiato al mondo, ma tanti altri sono considerati alimenti: ecco quali

Questi animali vengono consumati abitualmente in oltre 130 Paesi e da circa 2 miliardi di persone. E adesso anche in Europa c'è chi comincia ad allevarli

Quando pensiamo a un piatto succulento di certo non sono gli insetti la prima cosa che ci viene in mente. Eppure questi animali sono un’importante fonte di proteine e il loro consumo è assolutamente normale in molte parti del mondo. Ad esempio i coleotteri d'acqua fritti sono considerati delle leccornie nella Tailandia del nord, invece, nell'America del centro e del sud le uova di mosca acquatica sono venduto col nome di "caviale messicano". 

Il consumo nel mondo

Come riporta il report MeatAtlas2021, che dedica un capitolo al consumo di questi animali, in oltre 130 paesi e per circa 2 miliardi di persone, scarafaggi, vermi e grilli sono una parte tradizionale della dieta quotidiana, e questi alimenti forniscono preziose vitamine e minerali, insieme a molte proteine. In base al tipo di specie e allo stadio della vita (uovo, larva, crisalide o adulto) il loro apporto nutrizionale e dunque il loro contenuto di vitamine, di minerali o di Omega 3 e 6 varia. Secondo il report, lo scarafaggio è l’insetto più mangiato al mondo, seguito dai bruchi. In terza posizione troviamo invece formiche, vespe e api. Vengono inoltre consumate cavallette, locuste, cimici, libellule, termiti, ragni, blatte e mosche. Il Messico è il paese che detiene il record per il consumo di insetti, secondo il documento, i messicani consumano oltre 300 insetti ogni anno. In seconda posizione troviamo India, Cina e Tailandia il cui consumo si attesta tra i 200 e 299 insetti annuali.

Le differenze tra i continenti

Il report spiega che l'entomofagia (regime dietetico che vede gli insetti come alimento) è da sempre largamente diffusa in Asia, in Africa e nell'America Centrale. In Europa e nell'America del Nord invece è un fenomeno abbastanza recente. Le persone che scelgono di consumare insetti lo fanno per ridurre l'impatto sul pianeta e per motivi etici, perché magari contrari al consumo di animali tradizionali. L'allevamento di insetti è più ecologico in quanto consuma meno acqua, spazio ed energia rispetto a quello di altre specie. Tuttavia, spiega il report, non vi è un accordo scientifico sull’effettiva sostenibilità di allevamenti intensivi di questo tipo. Questo perchè nei paesi in cui sono consumati abitualmente vengono principalmente cacciati in natura, quelli allevati rappresentano solamente il 2 per cento. "La maggior parte degli allevamenti di insetti in Asia sono gestiti da piccoli agricoltori. La loro esperienza spesso non è applicabile alle condizioni europee. Spesso non allevano il loro mini bestiame in strutture chiuse, ma si affidano invece alle condizioni climatiche locali e a ecosistemi come le mangrovie", sottolinea lo studio.

Il caso del 'casu marzu'

Sebbene il fenomeno sia molto minore rispetto agli altri paesi, anche in Europa è possibile consumare piatti a base di insetti. Ad esempio è sufficiente recarsi in Sardegna o in Corsica, dove da secoli viene prodotto il “casu marzu” che significa letteralmente formaggio marcio. È un pecorino prodotto in inverno, maturato per alcuni mesi che con l’arrivo della primavera e quindi del bel tempo diventa “marcio” con l'azione delle mosche e delle loro larve. In realtà la sua vendita è illegale non solo in Italia ma in tutta Europa per questioni sanitarie, tuttavia il formaggio è iscritto nella lista dei prodotti agricoli tradizionali, dunque, la produzione e il consumo personale sono permessi.

Il primo via libera Ue

In seguito alla prima approvazione da parte dell’Ue nel maggio del 2021 del consumo di un insetto, la tarma della farina, sono nate in Europa piccole start-up che si occupano dell’allevamento e della produzione di prodotti a base di questi animali. Queste nuove aziende puntano sull’ “eticità” di questo mercato, infatti, il modo in cui gli insetti vengono abbattuti secondo il report non crea loro né dolore né stress, inoltre il loro stoccaggio e allevamento richiede meno energia. Queste start-ups propongono vari prodotti prodotti tra cui barrette proteiche a base di vermi, burger di insetti e noodles a base di farina di insetti.

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