Mercoledì, 28 Luglio 2021
Ambiente&Clima

Sostenere i sistemi agroalimentari eco-compatibili creando una rete Ue

Il progetto AE4EU Agroecology for Europe mira ad affrontare le sfide ambientali come del millennio come erosione e degrado del suolo, qualità dell'acqua, perdita di biodiversità, sicurezza alimentare e cambiamento climatico

L'Europa ha bisogno di sostenere sempre di più l'agricoltura sostenibile, se vuole affrontare le sfide che i cambiamenti climatici stanno ponendo al mondo intero. Per facilitare la conversione dei sistemi alimentari europei in modo che siano compatibili con la biodiversità, a basso impatto ambientale e socialmente giusti, sono fondamentali ricerca e innovazione ma anche la capacità di fare rete. È per sostenere questo processo che è nato AE4EU, Agroecology for Europe, il progetto H2020 che mira ad affrontare le sfide del Millennio, (erosione e degrado del suolo, qualità dell'acqua, perdita di biodiversità, sicurezza alimentare, e cambiamento climatico) a cui l'agricoltura deve rispondere.

In particolare, il progetto, grazie un approccio multidisciplinare e intersettoriale, mira alla costruzione di una rete europea sull'agroecologia, che includerà laboratori viventi, infrastrutture di ricerca e spazi di apprendimento per agricoltori, attori del mondo della ricerca e della società civile, gli unici in grado di consentire una reale transizione verso l'agroecologia. Partendo quindi dalla creazione di un hub, in grado di favorire lo scambio di conoscenze fra i diversi stakeholders, verranno identificati e analizzati scenari politici, fornendo indicazioni per migliorare la capacità di adattare gli interventi politici a situazioni e contesti territoriali specifici, tenendo in considerazione gli obiettivi del Green Deal europeo, della strategia Farm to Fork e della Pac.

Nel dettaglio il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea), con il suo centro di Agricoltura e Ambiente, parteciperà alla realizzazione delle diverse azioni previste dalla definizione delle caratteristiche dei Living Labs e delle Infrastrutture di Ricerca per l'agroecologia e fino all'identificazione delle future necessità di ricerca per il settore. In tal senso, il Crea avrà l'opportunità di contribuire alla definizione della European Joint Partnership ''Accelerating farming systems transition: agroecology living labs and research infrastructures'', il cui lancio da parte della Commissione europea, previsto per la fine del 2022, influenzerà significativamente il prossimo programma quadro per la ricerca europea.

"Conservare le qualità del suolo con lavorazioni meno intense o non lavorando affatto il terreno per conservarne la fertilità organica e risparmiare combustibili fossili; ampliare la gamma delle coltivazioni, introdurre varietà locali o allevare razze animali autoctone per conservare la biodiversità, mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, migliorare la qualità e la diversità del cibo e il legame delle produzioni agricole con i territori; ridurre la distanza tra chi produce gli alimenti e chi li consuma, riportando nelle mani degli agricoltori, dei consumatori e dei cittadini la possibilità di scegliere come e cosa produrre e come viene distribuito il valore prodotto con l'attività agricola. Sono tre esempi di cosa significhi fare agroecologia e spiegano perché sia così importante promuovere questo tipo di agricoltura in Europa e nel nostro Paese", ha spiegato Stefano Canali, ricercatore e responsabile scientifico per il Cea del progetto.

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