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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Ambiente&Clima

"L'Italia sta distruggendo l'Amazonia per la sua fame di soia"

L'accusa di Greenpeace. Il nostro Paese è tra i primi importatori al mondo di questo legume. La cui produzione, insieme a quella della carne, è considerata tra le cause principali della deforestazione in Brasile

La deforestazione dell'Amazonia, in Brasile, prosegue senza sosta. E l'Italia è tra i suoi carnefici, stando a quanto denuncia una nuova inchiesta di Greenpeace. Il nostro Paese, infatti, è tra i principali importatori della soia, la cui produzione, insieme a quella della carne, è considerata tra le cause della distruzione delle foreste brasiliane. 

L'inchiesta di Greenpeace si è concentrata sulla regione-stato della Rondonia: i sorvoli condotti ad agosto e settembre 2021 dagli attivisti brasiliani della ong in collaborazione con il Popolo Indigeno Karipuna e il Consiglio Indigeno Missionario (Cimi) hanno fotografato nuove aree disboscate per fare spazio alla produzione di questo legume, fondamentale per la filiera agroalimentare di diversi Paesi. 

Greenpeace afferma che "con oltre 48mila tonnellate di soia proveniente dalla Rondonia, nel 2020 l'Italia è stata il terzo principale importatore dell'Ue dopo Paesi Bassi e Spagna, e tra i primi cinque principali importatori di soia dallo stato brasiliano a livello internazionale". Tra gennaio e settembre di quest'anno, prosegue l'associazione ambientalista, "l'Italia ha importato dalla Rondonia quasi 23mila tonnellate di soia, posizionandosi come quinto importatore dell'Ue e tra i primi 10 importatori a livello internazionale".

Dal 2017 il Popolo Karipuna collabora con Greenpeace Brasile e il Cimi per monitorare la deforestazione in un'area di circa 150mila ettari che il governo brasiliano ha riconosciuto di proprietà esclusiva dei Karipuna nel 1998, spiega Greenpeace aggiungendo che tra il 2019 e il 2020 la deforestazione all'interno delle loro terre è stata di 589 ettari, ma tra agosto 2020 e luglio 2021 sono stati rilevati 850 ettari di terreno deforestato: un aumento del tasso di deforestazione del 44%.

"Negli ultimi 10 anni, la produzione di soia nello stato del Rondônia è triplicata e in buona parte è destinata all'esportazione, tanto che l'area è minacciata anche dal mega-progetto 'Corridoio Nord', che prevede la costruzione di strade, ferrovie e porti per aumentare la capacità logistica dei trasporti di soia verso il mercato globale" commenta Martina Borghi, campagna Foreste di Greenpeace Italia. "L'Ue - prosegue - deve varare una normativa rigorosa che impedisca l'ingresso sul mercato comunitario di prodotti e materie prime legati alla violazioni dei diritti di Popoli Indigeni e alla distruzione di foreste ed ecosistemi essenziali". 

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