Un nuovo studio getta ulteriori ombre sul glifosato

Test sui topi con dosi considerate sicure per gli uomini mostrano alterazioni del sistema endocrino e riproduttivo. Gli ambientalisti: “Sospendere subito l'autorizzazione all'utilizzo”

Un nuovo studio sull'esposizione a erbicidi a base di glifosato getta nuove ombre su questo composto che viene collegato ad alterazioni del sistema endocrino e dei parametri riproduttivi. Questo tipo di sviluppi negativi sono stati osservati su topi sia maschi che femmine, quando esposti a un livello di dose che è considerato "sicuro" per l'uomo. I risultati dello studio, che tiene conto dell'esposizione sia nella fase in utero che durante la vita adulta, gettano nuova carne sul fuoco in un dibattito che è già molto acceso sull'argomento.

I risultati arrivano pochi giorni dopo che la Corte di giustizia europea ha stabilito che tutti gli studi di settore che sono stati utilizzati nel processo europeo di riautorizzazione avrebbero dovuto essere divulgati. Nel 2015, l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro - la principale autorità per identificare gli agenti cancerogeni - aveva classificato il glifosato come probabilmente cancerogeno.

Le organizzazioni ambientaliste puntano da sempre il dito contro la mancanza di trasparenza sulle prove utilizzate come base per il prolungamento dell'autorizzazione del prodotto deciso dall'Efsa, l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare. Ciò ha portato alla creazione di una commissione speciale di inchiesta al Parlamento europeo e di una riforma della legislazione alimentare generale. Nel 2017 l'Efsa aveva stabilito che non c'erano abbastanza prove che dimostrassero le proprietà di interferenza endocrina del glifosato.

"Queste nuove scoperte aggiungono preoccupazioni fondate sulla tossicità del glifosato e formulazioni a base di glifosato per gli esseri umani e mettono ulteriormente in dubbio la recente ri-autorizzazione di questo erbicida sul mercato europeo", afferma Natacha Cingotti della Health and Environment Alliance (HEAL). "Considerando quanto ampiamente gli europei sono esposti al glifosato, una nuova valutazione basata sulla letteratura indipendente e pienamente pubblica dovrebbe avvenire il prima possibile. Nel frattempo, l'autorizzazione del glifosato dovrebbe essere sospesa per precauzione fino alla pubblicazione dei risultati completi", ha chiesto Cingotti.

Lo studio pilota è stato condotto dall'Istituto Ramazzini e da una rete di partner scientifici tra cui l'Università di Bologna, l'Ospedale di Genova San Martino, l'Istituto Nazionale della Salute, la Scuola di Medicina Icahn del Monte Sinai e la George Washington University, come parte di uno studio globale sul glifosato. Studi precedenti avevano evidenziato che l'esposizione agli erbicidi a base di glifosato alterava il microbiota intestinale dei ratti.

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