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Giovedì, 26 Maggio 2022
Ambiente&Clima

Le imprese europee sono preoccupate per l'impatto ambientale dell'accordo Ue-Mercosur

Emerge da un sondaggio commissionato dai Verdi. Temono deforestazione e uso di pesticidi vietati e chiedono sanzioni per chi viola standard di sostenibilità

Quasi la metà degli imprenditori europei, ben il 46,3%, è preoccupata per l’impatto ambientale del trattato Ue-Mercosur, il mercato comune dell'America meridionale. È quanto emerge dal sondaggio YouGov, commissionato dal gruppo Verdi/Ale al Parlamento europeo, che ha raccolto le opinioni di oltre duemila imprenditori di otto Paesi dell'Unione europea, tra cui circa 300 manager italiani. Una percentuale ancora più alta (49%) si è detta a favore dell’introduzione di salvaguardie ambientali legalmente vincolanti, incluse sanzioni in caso di violazione degli standard ambientali. L'Ue sta stringendo accordi con i seguenti Stati membri: Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay e nel giugno del 2019 si sono chiusi i negoziati dell'accordo commerciale, che ancora non è stato ratificato per l'entrata in vigore. Nelle intenzioni, l'obiettivo del trattato è di abolire le tariffe doganali per gli importatori ed esportatori europei, nonché la creazione di nuovi sbocchi di mercato e la protezione dei prodotti tipici (Dop, Igp) provenienti dagli Stati membri dell'Ue.

Imprenditori preoccupati

Il sondaggio rivela che quasi la metà degli imprenditori intervistati ha dubbi sulla sostenibilità dell’accordo, dicendosi “molto preoccupati” o “abbastanza preoccupati” dall’impatto ambientale del patto. Secondo uno studio specializzato, commissionato dal governo francese, l’accordo porterà a un aumento atteso del 25% della deforestazione in America del Sud. “L’Europa tiene ancora in piedi l’accordo Ue-Mercosur, che beneficia direttamente i colpevoli del continuo diboscamento della foresta amazzonica, che come mostrano gli studi recenti è aumentata del 75,6% dall’inizio della presidenza Bolsonaro”, ha evidenziato Ignazio Corrao, del gruppo dei Verdi. Per due volte il Parlamento europeo ha affermato che non ratificherà il trattato nella sua forma attuale, proprio per preoccupazioni di sostenibilità. Il Mediatore europeo ha criticato la Commissione europea per non aver completato la valutazione d’impatto ambientale sull’accordo prima di concluderne i negoziati. Ciononostante, la Commissione rimane determinata a ratificare il trattato il più velocemente possibile.

Richieste sanzioni per chi viola standard di sostenibilità

Una fetta importante degli imprenditori intervistati (49%) ritiene che il modo migliore di affrontare queste preoccupazioni sarebbe l'introduzione di clausole legalmente vincolanti, comprese sanzioni in caso di inadempienza. Solo il 22,7% preferirebbe invece impegni privi di sanzioni. Il risultato del sondaggio, secondo gli ambientalisti, invia un chiaro segnale alla Commissione europea, che attualmente si oppone all’introduzione di standard di sostenibilità rafforzati da sanzioni in caso di inadempienza. L'esecutivo europeo sta perseguendo la ratifica dell'accordo commerciale, considerandolo portatore di benefici all’industria europea. Tuttavia, negli otto Paesi Ue che hanno partecipato al sondaggio, solo un imprenditore su cinque (22,4%) ha una qualche conoscenza del patto commerciale Ue-Mercosur. Dopo aver ricevuto informazioni sulle caratteristiche principali dell’accordo rispetto ad import ed export, una larga fetta degli intervistati (40,2%) afferma che non pensa l’accordo possa avere un impatto sulla propria impresa.

Le proteste

In questi anni, numerose associazioni, sia europee che latinoamericane, si sono unite nella campagna #StopEuMercosur, considerando il trattato una minaccia per l’agricoltura nazionale ed europea, favorendo le importazioni di carne, mangimi, biocarburanti e frutta, ottenuti con un aumento della deforestazione dell’Amazzonia. Secondo i critici il trattato inasprirebbe la crisi ecologica e lo sfruttamento delle popolazioni indigene. Al centro delle critiche anche l'uso dei pesticidi, che metterebbero in pericolo la salute degli Europei. “Il 30% dei pesticidi autorizzati per le colture in Brasile e il 20% di quelli approvati in Paraguay, per esempio, sono vietati nell'Unione europea. E chi vende questi pesticidi ai produttori sudamericani? Le aziende europee”, ha precisato l'europarlamentare green Rosa D'Amato. In definitiva, secondo i Verdi, a guadagnarci dall'accordo sarebbero solo le lobby dell'agrochimica e degli allevamenti intensivi.

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