Le regole Ue sui pesticidi? Nessun Paese le rispetta. E Bruxelles minaccia le vie legali

Anche l'Italia tra gli Stati membri che rischiano una procedura di infrazione per non aver messo in atto a dovere le regole sull'uso dei prodotti chimici in agricoltura

Neanche il tempo di iniziare che il Green Deal europeo si trova già sotto il fuoco incrociato degli Stati membri che stano provando a vanificarne gli sforzi. L'opposizione, o comunque il forte disinteresse da parte delle capitali, è arrivato al punto tale che la Commissione europea ha già minacciato di portare in tribunale tutti i governi del blocco se continueranno a infrangere le regole sulla riduzione dell'impatto ambientale dei pesticidi e quelle sul benessere animale.

Come riporta Politico Europe in 27 lettere agli esecutivi dei Paesi membri, la commissaria per la Salute e la sicurezza alimentare, Stella Kyriakides ha chiesto che le nazioni "garantiscano il rispetto immediato e completo dei requisiti dell'Ue" legati alla strategia Farm to Fork, che mira a rendere il sistema alimentare più sostenibile entro il 2030, come parte del Green Deal europeo. "Vorrei confermare la nostra determinazione a intraprendere un'azione legale decisiva in caso di inosservanza sistematica", ha scritto Kyriakides nelle lettere che ha inviato ai ministri dell'agricoltura dell'Ue a maggio, lo stesso giorno in cui la Commissione ha presentato la sua strategia Farm to Fork, che fissa obiettivi ambiziosi sulla riduzione dei rischi legati ai pesticidi e rafforza la legislazione sul benessere degli animali.

Queste questioni sono "di fondamentale importanza per i nostri cittadini", ha affermato la commissaria, aggiungendo che il Parlamento europeo è "sempre più" critico nei confronti del rinnovo automatico delle licenze dei pesticidi a livello dell'Ue causato dai ritardi da parte dei funzionari nazionali. Come riporta la testata online le lettere sono personalizzate per fornire a ciascun Paese una serie unica di avvisi sulle "non conformità" e la Commissione ha indicato 82 punti su cui 23 Paesi, tra cui l'Italia, non riescono a soddisfare gli standard comunitari sui pesticidi, nonostante la direttiva sull'uso sostenibile dei prodotti agrochimici risalga al 2009.

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"La direttiva del 2009 è stata completamente boicottata dagli Stati membri, in particolare dai suoi ministeri dell'agricoltura", ha attaccato Hans Muilerman, della Pesticide Action Network, associazione che combatte contro l'uso massiccio e inquinante di questi prodotti. Nelle sue lettere ai governi dell'Ue, la Commissione ha ordinato a nove Paesi, dal Belgio alla Polonia, di compiere sforzi per promuovere pratiche agricole a minore intensità di pesticidi e ha esortato otto, tra cui Italia e Slovacchia, a formare e certificare adeguatamente i propri agricoltori che utilizzano prodotti chimici.

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