Sabato, 18 Settembre 2021
Ambiente&Clima

"Vietare il glifosato dal 2023 e un terzo dell'Ue diventi area protetta"

Le richieste del Parlamento europeo a Commissione e Stati membri: "Mobilitare 20 miliardi all'anno per difendere la biodiversità"

Una legge dell'Ue e un "accordo di Parigi" sulla biodiversità per garantire ripristino, resilienza e un'adeguata protezione degli ecosistemi. Nello specifico, la fissazione di target vincolanti come raggiungere entro il 2030 una quota di aree protette sul 30% dei terreni e dei mari dell'Ue, vietare il glifosato dal 2023 (ossia dopo la scadenza dell’ultima autorizzazione), ridurre l’uso dei pesticidi del 50% e destinare un quarto dei terreni agricoli all'agricoltura biologica. È quanto chiede il Parlamento nella risoluzione sulla "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 - Riportare la natura nella nostra vita", approvata in Plenaria con 515 voti favorevoli, 90 contrari e 86 astensioni.

"La natura è in declino su scala globale a un ritmo senza precedenti - si legge in una nota del Parlamento - Sui circa 8 milioni di specie esistenti, un milione sono a rischio di estinzione secondo il rapporto Ipbes". Pertanto nel testo approvato i deputati accolgono favorevolmente l'ambizione della strategia dell'Ue sulla biodiversità di ripristinare, rendere resilienti e proteggere adeguatamente gli ecosistemi entro il 2050 ma chiedono anche chiedono una direttiva sulla biodiversità simile alla legge europea sul clima. Inoltre, si ribadisce di portare a 20 miliardi l'anno gli investimenti sulla biodiversità. 

Accordo di Parigi sulla biodiversità

I deputati si "rammaricano profondamente" che l'Unione Europea non abbia raggiunto gli obiettivi per la biodiversità entro il 2020 e affermano che la nuova strategia "deve affrontare in modo adeguato le cinque principali cause dei cambiamenti: cambiamenti nell'uso del suolo e del mare; sfruttamento diretto degli organismi; cambiamenti climatici; inquinamento; e specie esotiche invasive", si legge in una nota dell'Aula in cui i parlamentari insistono anche sulla necessità di mobilitare 20 miliardi di euro all'anno per l'azione a favore della biodiversità in Europa.

I deputati chiedono inoltre che venga stipulato un "accordo di Parigi" sulla biodiversità in occasione della conferenza delle Nazioni Unite che si terrà a ottobre 2021, durante la quale saranno stabilite le priorità globali in materia di biodiversità per il 2030 e oltre. Anche se l'Unione europea possiede già la più vasta rete di aree protette al mondo, i deputati ritengono che sia necessario un piano Ue di ripristino della natura. Ribadiscono la loro richiesta di far diventare aree protette almeno il 30 per cento della superficie terrestre e marina dell'UE entro il 2030, e di fornire maggiore protezione a tali aree, comprese tutte le foreste primarie e antiche presenti nell'UE. Gli obiettivi nazionali dovrebbero tenere conto di differenze quali dimensione geografica o percentuale di aree naturali.

Protezione della fauna selvatica

Secondo i deputati, non ci deve essere alcun deterioramento delle tendenze di conservazione e occorre raggiungere uno stato di conservazione favorevole per tutte le specie protette e gli habitat entro il 2030. Inoltre, almeno il 30 per cento delle specie e degli habitat che non hanno uno stato di conservazione soddisfacente dovrebbe raggiungere questo obiettivo. La risoluzione chiede poi che l'Ue guidi gli sforzi per porre fine al commercio di specie minacciate di estinzione e delle loro parti. Il Parlamento sostiene l'istituzione di una piattaforma europea per l'inverdimento urbano, insieme a obiettivi vincolanti sulla biodiversità nelle città, quali una percentuale minima di tetti verdi sui nuovi edifici e il divieto di uso di pesticidi chimici.

Tutela di api e altri impollinatori

Infine i deputati si oppongono a una nuova autorizzazione del glifosato dopo il 31 dicembre 2022. Tornano a chiedere una revisione urgente dell'iniziativa dell'Ue a favore degli impollinatori, affinché includa un ambizioso quadro europeo di monitoraggio degli impollinatori, con obiettivi e indicatori chiari per contrastare il declino di questi insetti, fondamentali per l'ambiente e la sicurezza alimentare. Inoltre, per ridurre l'uso di pesticidi gli agricoltori hanno bisogno di soluzioni di protezione sicure delle colture per l'ambiente.

Esultano gli ecologisti

“Oggi si raggiunge un primo traguardo nella lunga strada verso la tutela della biodiversità - dice la delegazione italiana dei Greens/EFA composta da Eleonora Evi, Rosa D’Amato, Ignazio Corrao e Piernicola Pedicini - Gli obiettivi proposti dalla Commissione da conseguire entro il 2030 diventano giuridicamente vincolanti. Tra i più importanti, segnaliamo la riduzione dell’uso dei pesticidi del 50% e il ripristino di 25.000 km di fiumi a scorrimento libero, così come la destinazione di un quarto dei terreni agricoli all'agricoltura biologica. Inoltre, il Parlamento europeo chiede di non riautorizzare l’utilizzo del glifosato, il pericoloso erbicida la cui autorizzazione scadrà a fine 2022. Solo in questo modo possiamo implementare uno dei punti cardine del Green Deal europeo".  

“Resta ora da monitorare il lavoro della Commissione e verificare se effettivamente darà seguito alla richiesta dei rappresentanti dei cittadini europei per una legge sulla biodiversità entro il 2022. L’auspicio è anche che venga istituito un gruppo di esperti indipendenti, in grado di valutare se le misure europee siano coerenti con gli obiettivi della strategia sulla biodiversità, e in caso contrario, avanzare proposte in tal senso”, puntualizza Eleonora Evi. 

“Una legge da adottare prima possibile, dal momento che le minacce alla biodiversità, soprattutto nel Mediterraneo, continuano a imperversare e rischiano di comprometterne l’equilibrio. Bene dunque porre obiettivi vincolanti, ma solo se accompagnati da una tutela efficace delle aree marine protette, che non possono escludere la partecipazione dei pescatori, gli attori economici principali di questo settore”, aggiunge D’Amato.

 

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