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Immagine tratta da lendavainfo.com

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Strage di pesci e animali ubriachi in Slovenia: "Colpa del vino nel fiume"

I pescatori della zona puntano il dito contro le numerose cantine presenti nella regione e che avrebbero riversato in acqua il contenuto delle botti rimaste invendute a causa del coronavirus

Animali che si comportano come fossero ubriachi e diversi pesci morti. E' quanto hanno denunciato i pescatori di Gornja Radgona, centro agricolo della Slovenia che sorge lungo il fiume Mura, secondo quanto riporta la stampa locale. I pescatori non hanno dubbi sulle cause: a determinare lo strano fenomeno è il vino finito in acqua.

Le indagini sono in corso, ma a quanto pare non è la prima volta che si verifica una fatto del genere. La regioni interessata, infatti, è famosa per la produzione di vino. A quanto pare, le scarse vendite causate dal blocco del coronavirus hanno spinto i produttori locali a riversare nel fiume enormi quantità di vino rimasto invenduto. Le prime analisi sembrano confermare quanto denunciano i pescatori: nell'acqua del fiume sono state riscontrate elevate quantità di alcool e zolfo, sostanza quest'ultima utilizzata per ripulire le botti una volta svuotate.

Le organizzazioni di pescatori hanno cercato di far fronte al danno ambientale con misure volte ad aumentare l'ossigenazione del fiume. Ma i risultati finora sono stati scarsi: "Qui di solito ci sono tra i 5 e i 6 mg di ossigeno in un litro di acqua, i livelli attuali sono scesi a solo 1 mg", dice un pescatore. Il problema non riguarda solo i pesci: diversi allevamenti della zona usano il fiume per far abbeverare gli animali. Alcuni dei quali, si legge sul quotidiano Slovenske Novice, hanno manifestato i sintomi di una sbornia. 

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