L'allarme del Wwf: gli squali stanno sparendo dal Mediterraneo, dobbiamo salvarli

Diverse razze sono a rischio estinzione perché le regole sulla loro pesca non vengono fatte rispettare e spesso questi animali vengono venduti spacciandoli per pesci spada

Foto Ansa PA/NIC BOTHMA

Il Mediterraneo conta più di 80 specie diverse di squali e razze ma oltre la metà di queste sono minacciate e alcune rischiano di estinguersi. Nonostante la normativa proibisca lo sbarco di specie protette di questi pesci e allenti la pressione di pesca su altre specie di cui questi animali si nutrono, i controlli sono insufficienti.

La campagna

Per questo in occasione della Giornata Mondiale degli squali (Shark Awareness Day) che si celebra il 14 luglio, il Wwf fa appello a tutti i Paesi mediterranei affinché agiscano con urgenza per migliorare l'informazione e la consapevolezza tra i pescatori, rafforzare i controlli e assicurare un adeguato sistema di segnalazione delle catture. La Ong ambientalista ha lanciato sui suoi canali social (Facebook, Instagram, Twitter e Youtube) una maratona per informare sull'importanza degli squali per l'ecosistema marino, sfatare i miti sulla pericolosità di queste specie e suggerire comportamenti a favore della loro tutela. Nonostante i divieti tantissime specie di squali e razze, alcune delle quali in pericolo critico di estinzione, vengono regolarmente catturate in modo illegale da reti e palangari.

Le segnalazioni

Il Wwf ha raccolto diverse segnalazioni attraverso il progetto Meco (Mediterranean Elasmobranch Citizen Observation), un'iniziativa del Mediterraneo composta da 'citizen scientists' locali che con dozzine di foto e video da Italia, Spagna, Francia, Grecia, Croazia, Cipro, Turchia, Tunisia, Libia, Algeria e Marocco ha dimostrato come i pescatori catturino e sbarchino illegalmente specie protette di squalo e razza, inclusi squali angelo e grandi squali bianchi, tutte a rischio di estinzione. E così specie a rischio e che andrebbero tutelate finiscono invece nei mercati locali, spacciate per pesce spada, come accaduto recentemente a Catania. Per gli ambientalisti non ci sono Paesi esenti da questa mattanza: sbarchi illegali di diavolo di mare (la mobula) sono registrati in Algeria, Libia, Turchia e Spagna; il grande squalo bianco, lo squalo mako e lo squalo martello finiscono nei mercati di Marocco, Tunisia, Italia e Francia; specie meno conosciute come l'altavela vengono catturate in Grecia, Spagna, Libia e Turchia e i palombi possono essere trovati nei mercati della Croazia (ma i dati sulle loro catture sono scarsi).

Pesca illegale

''Sapevamo che squali e razze erano pescati e sbarcati illegalmente nel Mediterraneo”, afferma Giulia Prato, biologa marina e Officer Mare del Wwf Italia, “ma queste segnalazioni forniscono ulteriore conferma di quanto il fenomeno sia diffuso in tutto il bacino e di come l'impatto riguardi un ampio numero di specie a rischio”. “È scioccante che le leggi che proteggono squali e razze del Mediterraneo vengano continuamente infrante con poche, se non nulle, conseguenze, e che gli strumenti già esistenti per migliorare la gestione della pesca non siano ancora usati efficacemente”, ha continuato Prato secondo cui ad oggi “nessuno Stato mediterraneo, Italia inclusa, ha delineato in modo completo un piano nazionale per la conservazione, gestione e uso sostenibile a lungo termine di squali e razze. Non possiamo più aspettare”.

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