Mercoledì, 4 Agosto 2021
Ambiente&Clima

Un piano per la sostenibilità del Mediterraneo? "Genererebbe 400 miliardi l'anno"

Secondo le stime del Wwf un "Blue Recovery Plan" varrebbe da solo la metà del piano per la ripresa dalla crisi del coronavirus dell'Unione europea, e ci donerebbe un mare più prospero

Foto ansa EPA/ERDEM SAHIN

Proteggere il Mediterraneo e mettere in atto un piano per la sostenibilità del suo sfruttamento da parte dell'uomo, non solo sarebbe una cosa giusta per l'ambienta, ma potrebbe essere una manna ance per la nostra economia e generare un valore annuo di circa 400 miliardi.

Blue recovery plan

Lo affermano le stime del Wwf, secondo cui serve un "Blue recovery plan", che potrebbe fruttare la metà di quanto messo in campo dall'Unione europea per superare la crisi del coronavirus, e che potrebbe mettersi in moto però solo se “se un'efficace protezione del mare e uno sviluppo economico sostenibile diventeranno la norma”, sostiene l'organizzazione ambientalista. ''Il Mediterraneo è un concentrato di biodiversità che tutto il mondo ci invidia, con oltre 17mila specie, paesaggi evocativi, ricco di cultura e tradizioni”, rivendica Donatella Bianchi, presidente di Wwf Italia, secondo cui “i paesi che condividono questa grande 'oasi marina' hanno quindi un'enorme responsabilità verso i propri cittadini e la nostra proposta punta a un futuro sostenibile del mare, per il mondo che verrà”.

Condizioni in peggioramento

L'iniziativa, lanciata in occasione della giornata mondiale degli Oceani, celebrata ieri, parte da dati che mostrano un peggioramento delle prospettive ecologiche ed economiche del Mediterraneo nel 2020 e indica una serie di priorità e raccomandazioni per garantire ecosistemi marini sani, più posti di lavoro e migliori condizioni di vita entro il 2030.

Far 'respirare' il mare

Prima di tutto per gli ambientalisti bisognerebbe lasciare che il mare 'riprenda fiato' e recuperi uno status naturale. Al momento appena l'1,27% del Mediterraneo è effettivamente protetto mentre i maggiori scienziati del mondo concordano sul fatto che almeno il 30% del mare dovrebbe essere tutelato. Le aree protette marine gestite in modo efficace sono fondamentali per ricostruire gli stock ittici, sostenere attività di pesca e turismo sostenibili e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Ripensare il sistema economico

In secondo luogo, aggiungono, dovremmo ripensare il nostro sistema economico. Le analisi economiche del Wwf 2020 mostrano che tutti i sette principali settori marittimi - dal trasporto marittimo all'acquacoltura, dalla nautica da diporto alla pesca ricreativa e su piccola scala - si basano o competono su aree marine chiave, lasciandole in uno stato di grave esaurimento. Il declino di queste risorse naturali comporterebbe inevitabilmente il declino della maggior parte dei settori economici della regione e delle molte comunità che dipendono da essi.

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