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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Mercati internazionali

Il Paese Ue che sta facendo affari d'oro con l'olio di girasole grazie alla guerra in Ucraina

Con un raccolto pari a due milioni di tonnellate ha registrato un record di produzione e vendite dopo lo scoppio del conflitto

Il conflitto in Ucraina ha provocato numerosi scossoni sui mercati agroalimentari a livello mondiale. Oltre al grano, uno dei prodotti più colpiti è stato l'olio di girasole, utilizzato da industrie di trasformazione, ristoranti e consumatori per realizzare alimenti destinati alla frittura, biscotti, salse e piatti tipici come il fish&chips o i supplì romani. Da quel momento è iniziata la caccia per reperire oli alternativi, come quello di palma e di soia, o Paesi che coltivassero i semi in quantità tali da poter vendere anche all'estero.

Tra gli Stati dell'Unione europea in grado di soddisfare, in parte, questa richiesta così ingente troviamo la Bulgaria. Le esportazioni di olio di girasole hanno raggiunto un record nella stagione 2021/22, aumentando del 39% rispetto alla precedente campagna di commercializzazione, come ha riferito UkrAgroConsult, una società di analisi che fornisce agli operatori agricoli ucraini ed internazionali informazioni di mercato. All'Unione Europea è spettata la quota più ingente pari al 65% circa delle vendite destinate all'estero. Altri importatori principali sono stati in primis la Cina, seguita da Sud Africa, India e Iraq.

Grazie a questi volumi record Sofia ha conquistato un ruolo importante nel colmare il vuoto lasciato dalle minori forniture dall'Ucraina a causa del conflitto in corso con la Russia, secondo il rapporto pubblicato nei giorni scorsi dalla società di consulenza. Il raccolto di semi di girasole 2021/22 della Bulgaria è stato pari a 2 milioni di tonnellate, il secondo più alto registrato a causa di un'espansione dell'area coltivata.

L'aumento di produzione registrato è stato del 2,8% con una superficie totale coltivata del 9% superiore rispetto a quella del 2021, come ha dichiarato il ministero dell'Agricoltura bulgaro in un comunicato stampa pubblicato a inizio gennaio. Nello stesso periodo, però, il Paese dell'Europa dell'Est ha raccolto quantità inferiori di grano e mais rispetto al 2021, rispettivamente dell'11,4% e del 24,2% in meno, principalmente a causa di una resa media inferiore, dovuta anche alla siccità.

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