Mercoledì, 28 Luglio 2021
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I funghetti allucinogeni potrebbero essere usati per combattere la depressione

Sembra che gli effetti della psilocibina, il principio che conferisce a questi prodotti l’effetto psichedelico, forniscano addirittura risultati migliori dei farmaci convenzionali

Foto Ansa EPA/Peter Komka

Gli amanti delle esperienze psichedeliche sicuramente conosceranno i funghetti allucinogeni, che in città come Amsterdam si possono comprare legalmente. Ma ora questi funghi resi celebri anche da film come "Paura e delirio a Las Vegas" sembra saranno utilizzati anch ein medicina perché a quanto pare possano essere utili a combattere la depressione. Questo è quanto si evince da un nuovo studio dell’Imperial College di Londra, secondo cui il principio attivo dei "magic mushrooms", la psilocibina, che gli conferisce l’effetto psichedelico, sembra abbia effetti migliori rispetto a uno dei principali farmaci usati per curare questa condizione.

Lo studio

I ricercatori hanno somministrato due dosi psilocibina (50 mg in totale) a 30 volontari affetti da depressione medio-grave. Successivamente hanno confrontato i risultati ottenuti con quelli di 29 pazienti, in terapia da sei settimane con Escitalopram, una medicina generalmente utilizzata per curare la patologia, che però hanno ricevuto solo 1 mg di psilocibina. Il dosaggio basso doveva fungere quasi da placebo, infatti un quantitativo così ridotto viene classificato come non attivo ed è improbabile che possa avere un effetto. Durante le sessioni di somministrazione, che sono durate sei ore, i partecipanti hanno ascoltato playlist musicali selezionate, che includevano suoni emotivamente evocativi e atmosferici, accompagnati da melodie ambient e neoclassiche. Inoltre, sono stati guidati da un gruppo di supporto psicologico.

I risultati

Gli esiti dello studio sono stati da subito indicati come "promettenti". Come ha spiegato Sky News, nonostante il livello di depressione fosse diminuito in entrambi i gruppi, in quello della psilocibina le riduzioni non solo si sono verificate più rapidamente ma erano addirittura di entità maggiore. Le persone trattate con il principio attivo dei funghetti hanno mostrato miglioramenti significativi soprattutto nella loro capacità di provare piacere ed esprimere emozioni. Inoltre, come spiega il Times, hanno riscontrato un calo di ansia e di tendenze suicide, con una maggiore sensazione di benessere. Lo stesso gruppo ha anche riportato un minor numero di casi di secchezza delle fauci, sonnolenza e disfunzione sessuale rispetto a quello in terapia con Escitalopram. L’unico effetto collaterale del team-funghetti è stato il mal di testa dopo ogni somministrazione.

Limiti e raccomandazioni

Tuttavia, gli scienziati hanno sottolineato che questi risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine, non sono sufficienti e che “sono necessari studi più significativi per stabilire se il principio attivo dei funghetti magici è davvero efficace quanto quello antidepressivi convenzionali”. Sostengono che per ottenere questi dati bisognerebbe condurre una ricerca per un periodo di tempo più lungo. Gli autori hanno anche specificato che i pazienti con depressione “non dovrebbero tentare di auto-medicare la loro patologia con i funghetti, perché il gruppo di ricerca ha operato in un contesto clinico e terapeutico speciale”. “L'assunzione di funghi magici o psilocibina in assenza di queste salvaguardie potrebbe non avere un esito positivo” hanno sottolineato i ricercatori.

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