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Giovedì, 1 Dicembre 2022
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A che punto è l'accordo sul grano tra Ucraina e Russia

La Turchia, che sta mediando tra le parti, parla di importanti passi avanti. Ma Kiev continua a temere che Mosca possa bombardare porti e navi

Potrebbe sbloccarsi a breve la rotta del Mar Nero per lasciar passare i carichi di grano provenienti dall'Ucraina. Lo comunica il governo turco, impegnato nella mediazione tra Kiev e Mosca, parlando del raggiungimento di un accordo "tecnico di base" per rimuovere il blocco dei porti e garantire nuovamente le esportazioni di cereali. L'annuncio arriva dal ministro della Difesa di Ankara Hulusi Akar, a seguito dei colloqui di Istanbul tra le parti, rimaste in stallo per mesi, dopo che le spedizioni dall'Ucraina erano state bloccate dall'invasione russa di fine febbraio.

Questo ha provocato un effetto a catena, con milioni di tonnellate di grano e mais ferme nei magazzini, con un conseguente aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e gravi situazioni nei Paesi che dipendono dalle importazioni, in particolare in Medio Oriente e Africa. Tra i dettagli tecnici svelati da Akar ci sono: la creazione di un centro di coordinamento a Istanbul in cui saranno presenti i rappresentanti di tutte le parti, controlli congiunti ai punti di uscita e di arrivo dei porti e la garanzia della "sicurezza della navigazione sulle rotte di trasferimento".

"Abbiamo constatato che le parti sono disposte a risolvere il problema", ha dichiarato Akar. L'accordo finale sarà coordinato con le Nazioni Unite ed è previsto per la prossima settimana un altro incontro in Turchia per la firma dell'accordo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy si è limitato a parlare di "alcuni progressi" ottenuti dai suoi delegati su questo tema. "Stiamo effettivamente compiendo sforzi significativi per ripristinare la fornitura di cibo al mercato mondiale", ha detto nel suo discorso notturno Zelenskyy, confermando che i dettagli verranno concordati con il segretario generale delle Nazioni Unite.

Uno dei nodi che frena l'accordo riguarda il timore dell'Ucraina di diventare vulnerabile agli attacchi dell'esercito russo nel momento in cui vada a rimuovere le mine che proteggono i suoi porti. Mine che nel frattempo bloccano anche l'accesso al mare e impediscono la partenza delle navi. Per questa ragione, i delegati di Kiev chiedono a Mosca di fornire garanzie che non colpirà i porti o le navi di grano quando prenderanno nuovamente il largo.

"Oggi a Istanbul abbiamo assistito a un passo fondamentale, un passo avanti per garantire l'esportazione sicura e protetta dei prodotti alimentari ucraini attraverso il Mar Nero. In un mondo oscurato dalle crisi globali, oggi finalmente abbiamo un raggio di speranza", ha affermato il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres, il quale rimane però più cauto rispetto alla possibilità di firmare un accordo finale la prossima settimana. D'altra parte, le Nazioni Unite non leggono questo accordo come un segno della potenziale fine della guerra in Ucraina da parte della Russia. "Penso che in ogni caso questo (accordo) abbia dimostrato che le parti sono in grado di avere un dialogo costruttivo e questa è ovviamente un'ottima notizia. Ma per la pace c'è ancora molta strada da fare" ha concluso Guterres.

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